Risk Parity

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Mon Dec 04, 2017 10:40 pm

younggotti wrote:Ho anche provato a considerare, oltre a value e relative momentum, anche absolute momentum (trend following).
Qui i risultati sono contrastanti:

Da una parte infatti le strategie che considerano value e relative momentum non migliorano, anzi peggiorano leggermente.
D'altra parte, le strategie più passive fanno un salto impressionante. Vengono anche sovvertite le conclusioni precedenti, con la ERC che diventa addirittura la migliore strategia in assoluto (ret 7.9%, vol 3.3%, sharpe 0.86, max dd -8%).

Nei prossimi giorni testerò ancora altre varianti, ma direi che alla fine si conferma l'idea iniziale che mi ero fatto: non esiste una strategia "perfetta", i risultati dei singoli backtest dipendono da una buona dose di casualità e quindi l'approccio più razionale è secondo me quello di creare un portafoglio che mixi strategie efficienti ma tra di loro diverse (RP vs ERC, vola LT vs ST, strategia passiva vs. tilts, ecc.).

Io del momentum, soprattutto absolute, ancora non sono convinto. Come sai l'ho lasciato perdere per ora, i risultati dei miei test non erano sufficientemente robusti.

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Mon Dec 04, 2017 10:45 pm

Io ho completato il secondo giro di boa mensile. Novembre chiuso a +1%. Anche relativamente ai peers e' andata bene.


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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Tue Dec 05, 2017 8:27 pm

[quote="Admin"]
younggotti wrote:
Io del momentum, soprattutto absolute, ancora non sono convinto. Come sai l'ho lasciato perdere per ora, i risultati dei miei test non erano sufficientemente robusti.

Personalmente sulla robustezza dell'absolute momentum ho pochi dubbi.
https://www.aqr.com/library/journal-articles/a-century-of-evidence-on-trend-following-investing
https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2831926
https://arxiv.org/pdf/1404.3274.pdf

Quello su cui sono in dubbio è la modalità più efficace per applicarlo.

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Sat Dec 09, 2017 5:34 pm

Si sono d'accordo, mi riferivo all'implementazione testata finora.

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Thu Dec 14, 2017 11:25 am

Non mi spiego questa sostanziosa overperformance di Dicembre scratch
Non sto facendo nulla di particolare, nessun bias verso alcuna asset class
Tu hai iniziato con denaro reale?



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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Wed Dec 20, 2017 10:52 am

AQR mi sembra che abbia un'allocazione del rischio molto diversa dalla tua, con un quarto del budget allocato su credito ed emerging credit/currencies.

Per Invesco l'ultima asset allocation che trovo è 42% equity, 60% FI e 36% commodities, quindi con leva circa 1.4. A occhio mi sembra più esposto sulle commodities rispetto a te.

Io sto finendo con l'analisi delle diverse strategie e tweaks. Conto di finire per metà gennaio. Poi dovrò decidere se operare con broker italiano e/o interactive brokers.

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Wed Dec 20, 2017 10:56 am

younggotti wrote:AQR mi sembra che abbia un'allocazione del rischio molto diversa dalla tua, con un quarto del budget allocato su credito ed emerging credit/currencies.

Per Invesco l'ultima asset allocation che trovo è 42% equity, 60% FI e 36% commodities, quindi con leva circa 1.4. A occhio mi sembra più esposto sulle commodities rispetto a te.

Io sto finendo con l'analisi delle diverse strategie e tweaks. Conto di finire per metà gennaio. Poi dovrò decidere se operare con broker italiano e/o interactive brokers.

No, il fondo UCITS non ha allocazione al credito ecurrencies, ha la stessa allocazione e leva del Risk Parity MV americano, 1/3-1/3-1/3, come me.
Invesco invece si, ha piu' commodities e molta meno leva, notato anche io.

Interactive Brokers tutta la vita...piattaforma fantastica

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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Wed Dec 20, 2017 11:03 am

Admin wrote:
No, il fondo UCITS non ha allocazione al credito ecurrencies, ha la stessa allocazione e leva del Risk Parity MV americano, 1/3-1/3-1/3, come me.
Invesco invece si, ha piu' commodities e molta meno leva, notato anche io.

Interactive Brokers tutta la vita...piattaforma fantastica

Per AQR in effetti guardavo il fondo USA. Chissà come mai sono così diversi.

IB ha dalla sua l'ampiezza dei mercati coperti e la piattaforma. Però su alcuni segmenti è cara: sugli ETF con Directa pago 5€ fissi, con loro 0.10% con max 29€. Su una strategia di risk parity passiva fa poca differenza, ma su una strategia con turnover elevato la differenza si sente.

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Wed Dec 20, 2017 11:12 am

I fondi USA sono 3, quello storico AQRIX, poi i nuovi Risk Parity HV (high volatility) e MV (Medium Volatility). I due nuovi non hanno allocazioni al credito se guardi il factsheet. Quello UCITS in Euro (ci ho investito due settimane fa) come dicevo ricalca l MV.

E' vero che in alcuni scenari IB costa piu' come commissioni, ma dovresti risparmiare un po' di costi avendo esecuzioni migliori con lo SMART routing, Adaptive Algo e con un rollover piu' efficiente dei futures (oltre che commissioni molto piu' basse su questi). Non ti devi preoccupare di avere la cassa per i margini dei futures poiche' tutti gli assets fungono da margine. Se pero' vuoi implementare la strategia senza leva Directa ha piu' senso.

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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Wed Dec 20, 2017 11:23 am

Sicuramente non userò i futures.
Però negozierò azioni europee e USA su cui IB è comunque competitiva, ed etf UCITS su cui lo è meno. La scelta migliore sarebbe usare due broker, ma comporta complessità operative e fiscali.

Lo smart routing in effetti è interessante, anche se non so dire se incida anche sugli ETF ucits. L'adaptive algo in effetti sembra anch'esso molto utile, ma mi sembra di capire che funziona solo con TWS, mentre io utilizzerei la webtrader. Tu che piattaforma usi?

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Wed Dec 20, 2017 11:32 am

Io TWS in versione mosaic. Smart routing incide anche su ETF europa (es quelli quotati sia su Milano sia su Francoforte), ti prende i migliori prezzi dai due book. Si e' verificato quando ho comprato ETF UBS MSCI World AllC, mi ha eseguito un pezzo dell'ordine su Zurigo e un pezzo su Milano.

L'unica grande pecca di IB e' che le quotazioni ritardate e relativi price change % giornalieri dello strumento sono spesso completamente cannate, non so da dove le prendano. Ho fatto una battaglia che pero' non e' arrivata da nessuna parte. Mi sembra assurdo che con una piattaforma cosi potente debba andare su google finance per vedere i prezzi.

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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Wed Dec 20, 2017 10:49 pm

Admin wrote:Io TWS in versione mosaic. Smart routing incide anche su ETF europa (es quelli quotati sia su Milano sia su Francoforte), ti prende i migliori prezzi dai due book. Si e' verificato quando ho comprato ETF UBS MSCI World AllC, mi ha eseguito un pezzo dell'ordine su Zurigo e un pezzo su Milano.

L'unica grande pecca di IB e' che le quotazioni ritardate e relativi price change % giornalieri dello strumento sono spesso completamente cannate, non so da dove le prendano. Ho fatto una battaglia che pero' non e' arrivata da nessuna parte. Mi sembra assurdo che con una piattaforma cosi potente debba andare su google finance per vedere i prezzi.

Ma intendi solo i prezzi per la valorizzazione del portafoglio o anche quelli del book? In questo secondo caso, come funziona ad esempio l'adaptive algo? Come fai a impostare il range di prezzo se non sai qual è lo spread attuale?

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Thu Dec 21, 2017 12:01 am

Quelli del book e la variazione % del giorno. Se non paghi per i dati real time vedi solo best bid e ask ritardati di 15 min. IB e' molto US centric e per gli ETF europei spesso beccano prezzi da circuiti minori (es Stoccarda invece di Francoforte, Tradegate etc) e sono sballati. Quindi o paghi per l'informativa real time oppure fai come me e i prezzi real time li vedi su IW Bank...o Directa nel tuo caso.
Io avevo comprato anche il pacchetto "German ETF" a 3 euro al mese (o forse 1 euro) solo per scoprire che gli ETF che ho in portafoglio erano in maggioranza esclusi...gli ho detto che dovevano essere inclusi tutti quelli quotati su Xetra e sto ancora aspettando...

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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Thu Dec 21, 2017 6:58 am

Sì, chiaramente se imposti tu i limiti di prezzo puoi fare il check su altri broker. Mi chiedevo però questo: se ho ben capito, l'adaptive algo in modalità "market price" nell'esempio dell'acquisto prevede che lui si piazzi sempre come migliore bid, salvo poi ogni tanto andare comunque a comprare sull'ask fino a esaurire la quantità richiesta. Questo in effetti può essere molto utile per i titol/etf meno liquidi, anche al fine di ridurre le commissioni (fai un unico ordine dinamico che ha la certezza di essere completato, invece di fare un ordine che magari esaurisce il miglior livello ask e poi resta inevaso, costringendoti a immettere un nuovo ordine). Visto che in questa modalità l'algoritmo lavora all'interno dello spread, mi chiedevo se ragiona sullo spread "finto" (ossia quello che vedi tu) o su quello effettivo e real time.

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Thu Dec 21, 2017 10:09 am

Si chiaramente funziona sui dati reali real time, ma dubito che funzioni come dici tu. Secondo me se piazzi adaptive a mercato parte dal bid poi secondo una velocita’ che imposti tu inizia ad incrementare il prezzo fino a colpire l ask, esaurito best ask aumenta ancora fino a colpire il second best ask e cosi via fino ad esaurimento ordine. In sostanza funziona come un ordine a mercato ma invece di colpire gli ask subito ci arriva a piccoli passi. Hai la stessa certezza di esecuzione. Se vuoi rimanere nell intervallo best bid ask allora metti adaptive algo con limit sull ask ma in questo caso come un limit order normale non hai certezza di essere eseguito per tutta la quantita’.
In sostanza non è la certezza di esecuzione che cambia rispetto ad un ordine normale. Adaptive algo semplicemente stana eventuali ordini automatici che non sono sul book.

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Thu Feb 22, 2018 4:26 pm

younggotti wrote:

Secondo me non c’e’ motivo per cui in una risk parity tu debba avere tale concentrazione USA, a prescindere da relative mkt cap e earnings. Se gli sharpe ratios attesi sono uguali allora secondo me la cosa che ha piu’ senso e’ equal weight (o nominale o in termini di rischio). Cmq il mio obiettivo e’ piu’ la diversificazione settoriale che geografica. Vedevo che AQR alloca 23.3% risk a equity global developed e 6.7% a EM (a naso direi tanto), risultanti in allocazioni nominali di 32% (del NAV – a leva 2.38) e 8%, rispettivamente. Quindi sembrerebbe che considera i due avere rischio simile!

E' un punto di vista interessante, non avevo mai ragionato in questi termini e in effetti è un punto di vista interessante. Provo però a fare l'avvocato del diavolo: dire che tutti i mercati hanno lo stesso sharpe atteso presuppone che lo sharpe possa essere stimato.
E se si pensa che possono essere stimati, allora ha senso realizzare queste stime considerando fattori (value, momentum e/o trend) che (almeno storicamente) hanno "spiegato" in maniera abbastanza attendibile gli sharpe realizzati: sono un po' i risultati dei miei test di qualche mese fa, che i test che sto finendo di condurre in questi giorni (basati su assumptions leggermente diverse) confermano.
L'approccio alternativo è essere completamente agnostici sullo sharpe atteso e quindi in questo caso l'unica alternativa è il market portfolio e quindi la market cap (magari corretta per depurarla dai gap valutativi) come unico fattore.

Non sono completamente d'accordo. Proprio perche' sono agnostico ed evito di stimare sharpe ex ante (che e' un po' la filosifia risk parity), e penso che i ritorni risk adjusted dei vari mercati saranno i medesimi qualunque essi siano, allora alloco il rischio in parti uguali per una maggiore diversificazione. Non riesco a trovare una giustificazione teorica per avere in USA il 50%+ del rischio. A me sembra che Invesco faccia cosi' dal factsheet, le allocazioni sono piu' o meno uguali, non so gli altri.  


Vedevo che AQR alloca 23.3% risk a equity global developed e 6.7% a EM (a naso direi tanto), risultanti in allocazioni nominali di 32% (del NAV – a leva 2.38) e 8%, rispettivamente. Quindi sembrerebbe che considera i due avere rischio simile!

younggotti wrote:Perchè dici rischio simile? Se da 23.3 passa a 32 vuol dire un ratio di 1.37, mentre se da 6.7 passa a 8 vuol dire un ratio di 1.19. Quindi mi sembra che il rischio considerato per EM sia superiore.

Si, simile non uguale. 1.37/1.19=1.15 la vol dei developed e' diciamo 15%, quella degli emerging markets e' molto piu' alta di 15%*1.15=17.25%, more like 20-25%? Cmq notavo che anche Panagora alloca a EM 1/4 del totale rischio azionario (non ho allocazioni nominali). AQR un quinto del rischio azionario. Quindi sono decisamente sottopesato rispetto a loro.  

Immagino che per fai da te invece degli etf ti riferisca alla miscela di etf, io non andrei mai sulle single azioni.

younggotti wrote:No, mi riferivo proprio alle singole azioni. Perchè non lo faresti mai?
Usarle come sostituto degli etf in una strategia dinamica con alto turnover non ha senso, per via dei costi di transazione. Però in una strategia statica (una risk parity basata su volatilità di lungo periodo) secondo me ci sta bene e i benefici in termini di incremento del rendimento atteso netto costi valgono la maggiore complessità e il tempo speso. Devo ancora definire con precisione le strategie che inserirò in portafoglio, ma credo che tra queste ci saranno una risk parity passiva e una strategia dinamica factior-based simile a quella dell'altro thread. Nella mia idea queste due strategie possono condividere un unico pool di single stocks area USA, Europa e Giappone, con gli etf "a tappo" per dare maggiore flessibilità e aumentare la diversificazione (anche se gli studi dimostrano che già un portafoglio con 30-40 azioni elimina buona parte del rischio non sistematico).

Non saprei, preferisco pagare 20bps per l ETF. Secondo me con meno di 100-200 azioni rischi di pagare molto in termini di efficienza. Secondo me hai bisogno di 30-50 azioni per area economica e 10-15 per settore. Ipotizzando 10-11 settori e 3-4 aree economiche non te ne esci con meno di 100-200 azioni.

io penso che allochero’ 1/3 dell’esposizione equity al World Multifactor Euro hedged, resto a Min Vol e indici tradizionali. Mi manca un ETF EAFE per diluire il peso USA. Ce ne sono?

younggotti wrote:My 2 cents (asness e arnott si sono scannati su questo quindi figurati se posso venirne a capo io): un approccio low vol come quello di robeco che evita pesi negativi su value e momentum mi convince. Un approccio che non ne tiene conto rischia in questo momento di esporti negativamente su value. Inoltre in questo caso non mi piace molto l'ottimizzazione basata sulle correlazioni.
Un ETF EAFE, per assurdo che possa essere, mi pare non esista in versione ucits. L'alternativa è prendere Europe e Japan (o ancora meglio Pacific Developed).

Si hai ragione che Robeco ha costruito l'allocation in modo piu' intelligente. D'altra parte mi piace l'llocazione settoriale piu' equilibrara del min vol. Pazzesco che non esista un ETF EAFE in Europa, io non l'ho trovato. Su cosa si scannano Asness e Arnott esattamente, non mi sono mai messo a seguire le loro diatribe. Qual e' il prodotto core di RA? Non hanno un Risk Parity vero? Arnott si e' mai espresso sulla risk parity?


Sono d’accordo che nell’equity e’meno importante ma per me rimane cmq preferibile. Nel caso degli EM markets penso che neanche esista un ETF hedged, la copertura valutaria costa troppo. Al momento non ho esposizione a EM se non in piccola parte attraverso l’ETF MSCI ACWI (che include EM a differenza di MSCI World). Qualora dovessi inserirli (e potrebbe avere senso se guardi le previsioni di rendimenti di Research Affiliates e altri) penso che opterei per il future MSCI World EM quotato a NY in modo da avere copertura valutaria (rispetto al dollaro) per definizione. E’ anche liquidissimo.

younggotti wrote:In che senso copertura valutaria rispetto al dollaro? Direi che resteresti esposto al cambio valute emergenti vs dollaro mentre sterilizzeresti quello EUR vs USD giusto?

Si intendevo proprio questo. L'esposizione USD vs EM fx mi spaventa meno poiche' per quei mercati USD e' la valuta di riferimento.

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Thu Feb 22, 2018 4:46 pm

Degli amici hanno deciso di mettere assieme 1 milione e mi hanno chiesto di gestirlo secondo la strategia risk parity.

E' piu' di quello che sto gestendo di mio per cui mi posso sbizzarrire di piu' con la diversificazione. Sto mettendo assime l'allocazione azionaria. Ipotizzando 20% in azioni e leva 2x sono 400k euro.

Ho messo giu' 4 numeri in croce per capire come cambiano allocazione geografica e settoriale al cambiare degli strumenti.
Ho ipotizzato di investire il 30% in ETF fattoriali (20% World e 10% Europa), 30% in Min Vol, 40% in indici plain vanilla. Come obiettivo mi sono posto la minimizzazione fx exposure e una piu' equilibrata allocazione per paese e settore. Per migliorare ulteriormente allocazione ai settori difensivi si potrebbe aggiungere l ETF UBS EMU Defensive (che pero' copre solo europa).

Come ti sembra questa allocazione?


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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Fri Feb 23, 2018 10:24 am

Admin wrote:
Non sono completamente d'accordo. Proprio perche' sono agnostico ed evito di stimare sharpe ex ante (che e' un po' la filosifia risk parity), e penso che i ritorni risk adjusted dei vari mercati saranno i medesimi qualunque essi siano, allora alloco il rischio in parti uguali per una maggiore diversificazione. Non riesco a trovare una giustificazione teorica per avere in USA il 50%+ del rischio. A me sembra che Invesco faccia cosi' dal factsheet, le allocazioni sono piu' o meno uguali, non so gli altri.  

La giustificazione teorica è che alla fine la risk parity è l'applicazione concreta della teoria del portafoglio di Markowitz: trovo il portafoglio efficiente e modifico la leva in funzione delle mie preferenze. E visto che il portafoglio efficiente coincide con quello di mercato, alla fine la composizione del portafoglio efficiente dovrebbe essere una funzione della market cap delle singole asset class. Comunque è un ragionamento che condivido solo in parte e che, preso alla lettera, porta a situazioni chiaramente squilibrate (come il Giappone che pesava il 45% della market cap mondiale all'inizio degli anni 90).
Alla fine le soluzioni intermedie di buon senso sono secondo me quelle più indicate:
- mi baso sulla market cap, ma sterilizzo l'effetto valuations
- scelgo una soluzione "equal risk" (chiaramente ragionando in termini di macro aree geografiche e non di singoli paesi), con un aggiustamento che tiene conto ad esempio della diversificazione settoriale. Questo porterebbe a una "penalizzazione" di EM rispetto a USA e EAFE; anche l'analisi di CreditSuisse mostra che storicamente (dal 1900) gli EM hanno avuto un rendimento inferiore ai developed, con maggiore rischio. Chiaramente questo sottopeso strutturale può essere corretto in chiave tattica (value e/o momentum).



Si, simile non uguale. 1.37/1.19=1.15 la vol dei developed e' diciamo 15%, quella degli emerging markets e' molto piu' alta di 15%*1.15=17.25%, more like 20-25%?  

Sì, hai ragione. Tendenzialmente l'incremento di vola EM vs developed dovrebbe essere del 30-50%. Probabilmente AQR fa un aggiustamento in base alle valutazioni, che storicamente oltre a spiegare i rendimenti futuri hanno spiegato anche la volatilità futura. Quindi, se a parità di valutazioni, in uno scenario in cui gli USA fanno -20% gli EM fanno -30%, il gap valutativo magari fa sì che in quello scenario perdano solo il 25%.


Cmq notavo che anche Panagora alloca a EM 1/4 del totale rischio azionario (non ho allocazioni nominali). AQR un quinto del rischio azionario. Quindi sono decisamente sottopesato rispetto a loro.  
Secondo me una allocazione strutturale di rischio che vada dal 15% al 25% della componente equity (con il resto ripartito in parti più o meno uguali tra USA e EAFE) è una soluzione ragionevole. Tu quanto hai su EM? Chiaramente in questo momento, avendo value e momentum a favore, sugli EM ci si può spingere parecchio più su.


Non saprei, preferisco pagare 20bps per l ETF. Secondo me con meno di 100-200 azioni rischi di pagare molto in termini di efficienza. Secondo me hai bisogno di 30-50 azioni per area economica e 10-15 per settore. Ipotizzando 10-11 settori e 3-4 aree economiche non te ne esci con meno di 100-200 azioni.

Su questo ti rispondo nel thread del factor investing, così lo sverginiamo  Very Happy


Su cosa si scannano Asness e Arnott esattamente, non mi sono mai messo a seguire le loro diatribe. Qual e' il prodotto core di RA? Non hanno un Risk Parity vero? Arnott si e' mai espresso sulla risk parity?

Mah, ti dico, in parte le trovo polemiche un po' sterili, legate a un astio di fondo che sembra esserci tra i due (anche se in passato hanno scritto alcuni paper insieme, quindi deve essere una cosa recente).
La diatriba principale è legata al fatto che Arnott pensa che si possa "factor timing", sovra/sotto allocando sui vari fattori sulla base di considerazioni di tipo value. Prende di mira in particolare il fattore low volatility, sostenendo che l'excess return storico che emerge nei vari paper in realtà sarebbe solamente l'effetto di un incremento delle valutazioni dei titoli low vol nel periodo considerato. Asness ha risposto con questo paper: https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2799441

Non credo che RA abbia un prodotto risk parity, nè ricordo di avere mai letto qualcosa di Arnott sull'argomento. Googlando ho trovato questi riferimenti (che non ho letto) di gente di RA:
https://pdfs.semanticscholar.org/094d/24b924caa659442065401999d7a77e06953e.pdf
https://www.researchaffiliates.com/en_us/publications/articles/s_2012_oct_the_role_of_risk_in_asset_allocation.html


L'esposizione USD vs EM fx mi spaventa meno poiche' per quei mercati USD e' la valuta di riferimento.
Su questo non sono del tutto d'accordo. E' vero che per alcuni paesi il dollaro è la valuta di riferimento ed è anche vero che negli ultimi anni la volatilità dei cambi si è parecchio ridotta. Però se si allarga l'orizzonte si vede che il cambio USD vs EM (l'ho calcolato come rapporto tra l'MSCI EM in USD e quello in valuta locale) ha avuto anche periodi di movimenti folli. Nessuno può dire se siamo in una nuova era, però secondo me bisogna essere consci che in alcuni periodi possono diventare cambi molto volatili.



Inoltre la volatilità dell'MSCI EM in dollari, storicamente più bassa del corrispondente indice in euro, da ormai un decennio sembra diventata strutturalmente più alta. Questo perchè la correlazione tra l'MSCI EM in valuta locale e il cross valute EM vs USD è praticamente +100%, mentre la correlazione con il cross EM vs EUR oscilla attorno a zero.

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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Fri Feb 23, 2018 11:03 am

Admin wrote:Degli amici hanno deciso di mettere assieme 1 milione e mi hanno chiesto di gestirlo secondo la strategia risk parity.

E' piu' di quello che sto gestendo di mio per cui mi posso sbizzarrire di piu' con la diversificazione. Sto mettendo assime l'allocazione azionaria. Ipotizzando 20% in azioni e leva 2x sono 400k euro.

Ho messo giu' 4 numeri in croce per capire come cambiano allocazione geografica e settoriale al cambiare degli strumenti.
Ho ipotizzato di investire il 30% in ETF fattoriali (20% World e 10% Europa), 30% in Min Vol, 40% in indici plain vanilla. Come obiettivo mi sono posto la minimizzazione fx exposure e una piu' equilibrata allocazione per paese e settore. Per migliorare ulteriormente allocazione ai settori difensivi si potrebbe aggiungere l ETF UBS EMU Defensive (che pero' copre solo europa).

Come ti sembra questa allocazione?

Grande, si inizia così e si finisce come blackrock Very Happy

Per quanto riguarda l'allocazione geografica: se ragioniamo in termini di attuale market cap avremmo:
USA 54%
Europe 21%
Japan 8%
Other dev (ho considerato Pacific ex Japan) 4%
EM 13%

Se depuriamo dalle differenze nei CAPE abbiamo un'allocazione secondo me più equilibrata:
USA 39%
Europe 30%
Japan 7%
Other dev 5%
EM 19%

Tornando alla tua allocazione:
- mi pare ci sia una overallocation molto alta su Japan, che è un mercato molto interessante nel segmento small cap (magari ne parlo nell'altro thread) ma caro (specie in termini di CAPE) nelle large cap. Inoltre, in questo specifico caso la soluzione hedged non mi convince: è vero che tendenzialmente avresti il carry a tuo favore, ma è anche vero che la correlazione negativa yen - equity tendenzialmente riduce di parecchio la volatilità.
- il 10% su EM mi sembra pochino sia in ottica strategica, ma ancora di più in chiave tattica (per le considerazioni che facevo prima).

Il resto mi sembra tutto ragionevole.

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Fri Feb 23, 2018 2:07 pm

younggotti wrote:
La giustificazione teorica è che alla fine la risk parity è l'applicazione concreta della teoria del portafoglio di Markowitz: trovo il portafoglio efficiente e modifico la leva in funzione delle mie preferenze. E visto che il portafoglio efficiente coincide con quello di mercato, alla fine la composizione del portafoglio efficiente dovrebbe essere una funzione della market cap delle singole asset class. Comunque è un ragionamento che condivido solo in parte e che, preso alla lettera, porta a situazioni chiaramente squilibrate (come il Giappone che pesava il 45% della market cap mondiale all'inizio degli anni 90).
Alla fine le soluzioni intermedie di buon senso sono secondo me quelle più indicate:
- mi baso sulla market cap, ma sterilizzo l'effetto valuations
- scelgo una soluzione "equal risk" (chiaramente ragionando in termini di macro aree geografiche e non di singoli paesi), con un aggiustamento che tiene conto ad esempio della diversificazione settoriale. Questo porterebbe a una "penalizzazione" di EM rispetto a USA e EAFE; anche l'analisi di CreditSuisse mostra che storicamente (dal 1900) gli EM hanno avuto un rendimento inferiore ai developed, con maggiore rischio. Chiaramente questo sottopeso strutturale può essere corretto in chiave tattica (value e/o momentum).

Ho letto in passato delle discussioni che non mi hanno appassionato sul fatto che la RP sia o meno sulla frontiera efficiente. Pero' di sicuro non coincide con quello di mercato (che e' circa 60/40) nel suo complesso.
Cmq sono discussioni teoriche, il nostro portafoglio sfortunatamente e' piu' piccolo del mercato nel suo complesso quindi non abbiamo questo vincolo.
A me la soluzione market cap non piace, non riesco a giustificarla con un'ottica di risk management, preferisco la seconda, identificando 4 macro aree economiche (USA, ma sarebbe meglio North America, Europa, Japan, EM). E' proprio quello che ho cercato di fare (inclusa diversificazione settoriale) nel post successivo.

younggotti wrote:
Secondo me una allocazione strutturale di rischio che vada dal 15% al 25% della componente equity (con il resto ripartito in parti più o meno uguali tra USA e EAFE) è una soluzione ragionevole. Tu quanto hai su EM? Chiaramente in questo momento, avendo value e momentum a favore, sugli EM ci si può spingere parecchio più su.

Io pochissimo, forse il 5%? Praticamente la quota di EM compresa in MSCI ACWI. Non penso sia di piu'.
Pensavo 10% poiche' la size del future e' 40k che e' il 10% di 400k di allocazione all equity del portafoglio che devo gestire. E' anche una via di mezzo tra Invesco che non alloca a EM e AQR/Panagora. Come dici storicamente il ritorno risk adj di EM non e' stato granché'.


younggotti wrote:
Su questo non sono del tutto d'accordo. E' vero che per alcuni paesi il dollaro è la valuta di riferimento ed è anche vero che negli ultimi anni la volatilità dei cambi si è parecchio ridotta. Però se si allarga l'orizzonte si vede che il cambio USD vs EM (l'ho calcolato come rapporto tra l'MSCI EM in USD e quello in valuta locale) ha avuto anche periodi di movimenti folli. Nessuno può dire se siamo in una nuova era, però secondo me bisogna essere consci che in alcuni periodi possono diventare cambi molto volatili.


Grazie, non avevo fatto una vera e propria analisi, ma da viaggiatore di quei paesi :-) vedo che ragionano sempre in dollari. In termini di PPP, il big mac index, anche se le loro valute si muovono vs USD in termini reali vs il dollaro di fatto non si muovono, perlomeno questa e' la mia tesi. Non so se quel grafico e' la maniera corretta di approcciare il problema, le valute EM chiaramente si muovono vs dollaro in certe fasi, ma il valore in dollari degli EM assets meno. Quindi pensavo di hedgiare solo Eur vs USD poiche' ad un deprezzamento delle loro valute vs USD dovrebbe corrispondere un apprezzamento, in valuta locale, degli assets/quotazioni (e viceversa).

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Fri Feb 23, 2018 10:06 pm

younggotti wrote:
Grande, si inizia così e si finisce come blackrock  Very Happy

Macche' Blackrock, bisogna fondare la AQR europea, mica si puo' fare i dipendenti tutta la vita  Very Happy

Youngotti Co-CIO, Head of Research e responsabile delle strategie factors e quantitative
Mais78 Co-CIO, CEO e responsabile strategia Risk Parity

100m si trovano con aiuto canali distributivi di fondi amici. 500 ce li facciamo dare dai fondi di fondi di Kairos  Very Happy . Altri 500 come mandati di sub-advisory da altre SGR italiane in buoni rapporti.

younggotti wrote:
Per quanto riguarda l'allocazione geografica: se ragioniamo in termini di attuale market cap avremmo:
USA 54%
Europe 21%
Japan 8%
Other dev (ho considerato Pacific ex Japan) 4%
EM 13%

Se depuriamo dalle differenze nei CAPE abbiamo un'allocazione secondo me più equilibrata:
USA 39%
Europe 30%
Japan 7%
Other dev 5%
EM 19%

Dove trovi CAPE per mercati diversi da USA? Hai un sito?

younggotti wrote:
Tornando alla tua allocazione:
- mi pare ci sia una overallocation molto alta su Japan, che è un mercato molto interessante nel segmento small cap (magari ne parlo nell'altro thread) ma caro (specie in termini di CAPE) nelle large cap. Inoltre, in questo specifico caso la soluzione hedged non mi convince: è vero che tendenzialmente avresti il carry a tuo favore, ma è anche vero che la correlazione negativa yen - equity tendenzialmente riduce di parecchio la volatilità.
- il 10% su EM mi sembra pochino sia in ottica strategica, ma ancora di più in chiave tattica (per le considerazioni che facevo prima).

Il resto mi sembra tutto ragionevole.

E' vero che in passato c'e' stata correlazione negativa developed equity yen, ma in futuro? Esiste una giustificazione strutturale a questa correlazione negativa? Inoltre le valute si possono muovere per tanti altri motivi e come avrai capito sono allergico a fx exposure...

EM: come ti dicevo prima il 10% e' un po' l'esposizione derivante dalla size del contratto future, e' anche un po' una soluzione intermedia tra quello che fa Invesco e quello che fanno altri. Ma anche dai backtest che ho fatto in cui EM hanno sottoperformato on a risk adjusted basis e non hanno migliorato efficienza complessiva del portafoglio RP. Detto questo non sono da ignorare in ottica di spostamento del baricentro economico verso la Cina.

In questa versione ho inserito ETF Europe defensive per avere un split difensivi/ciclici quasi 50 e 50. Cosa ne pensi? Da tener presente che Europa non e' solo Eurozona ma c'e' una bella fetta di UK e Svizzera.


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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Sat Feb 24, 2018 7:42 am

Admin wrote:
Macche' Blackrock, bisogna fondare la AQR europea, mica si puo' fare i dipendenti tutta la vita  Very Happy

Youngotti Co-CIO, Head of Research e responsabile delle strategie factors e quantitative
Mais78 Co-CIO, CEO e responsabile strategia Risk Parity

100m si trovano con aiuto canali distributivi di fondi amici. 500 ce li facciamo dare dai fondi di fondi di Kairos  Very Happy . Altri 500 come mandati di sub-advisory da altre SGR italiane in buoni rapporti.

Ahah guarda, se li trovi mi licenzio domani mattina  Very Happy

Scherzi a parte, l'idea di creare qualcosa di "nuovo" (almeno per gli standard europei e soprattutto italiani) ogni tanto mi stuzzica. Però, mentre se vuoi fare il fotografo, l'interior designer o il wedding planner ti basta "solo" essere bravo e avere tanta voglia di sbatterti, nel nostro settore le barriere all'ingresso sono pazzesche, non tanto in termini di capitale minimo, ma di costi fissi che devi sostenere: al di là dei costi "operativi" (personale, licensing ecc.) devi pagare il board, le funzioni di controllo, la società di revisione.... Alla fine se non hai le spalle molto larghe oppure parti già con 200-300 mln di masse è impossibile.

Una alternativa molto più soft potrebbe essere vendere un servizio di advisory istituzionale (credo che anche una semplice spa possa farlo) oppure un servizio di consulenza generico direttamente ai retail tramite internet (tipo francesco caruso per intenderci).

Admin wrote:
Dove trovi CAPE per mercati diversi da USA? Hai un sito?
Quelli correnti li trovi sul sito di RA (clicca in basso su "download" e nell'excel guarda il foglio "Shiller.PE":
https://interactive.researchaffiliates.com/asset-allocation#!/?currency=USD&expanded=tertiary&group=all&model=ER&scale=LINEAR&terms=REAL&type=Equities

oppure su starcapital, che calcola anche altri ratios (p/cf, p/s...) che di solito raccontano la stessa storia del CAPE ma in alcuni casi divergono (es. Giappone) https://www.starcapital.de/en/research/stock-market-valuation/

Tra l'altro dal sito di RA con un metodo non proprio "ufficiale" si può scaricare tutto lo storico dei CAPE di tutti i paesi. Lo sto usando per includere anche EAFE e EM nei miei backtest (prima ero limitato ai soli US) e i risultati sono davvero ottimi. Appena riesco ti aggiorno.

admin wrote:
E' vero che in passato c'e' stata correlazione negativa developed equity yen, ma in futuro? Esiste una giustificazione strutturale a questa correlazione negativa? Inoltre le valute si possono muovere per tanti altri motivi e come avrai capito sono allergico a fx exposure...

Tendenzialmente tutti i paesi (almeno quelli sviluppati) dovrebbero avere une correlazione negativa tra l'andamento della valuta nazionale e quello delle azioni domestiche in termini relativi rispetto alle azioni estere, perchè un calo del cambio facilita le esportazioni. Questo ovviamente non vale in termini assoluti.
Sinceramente pensavo che l'export pesasse molto di più sull'economia giapponese, invece i numeri dicono che sono addirittura sotto la media mondiale.
La correlazione negativa penso che storicamente sia dovuta non tanto al fatto che lo yen sia considerato una valuta rifugio (astrattamente, se ragioniamo in termini di debito e crescita, dovrebbero essere più sicuri CAD, AUD o anche le valute nordiche) ma al fatto che avendo storicamente avuto tassi bassissimi è la valuta tradizionale di funding per i carry trades. Però questo fenomeno in teoria si sarebbe dovuto smorzare negli ultimi anni, con l'emergere di altre valute con tassi simili o inferiori (euro e chf su tutte)... In sostanza, credo sia difficile trovare spiegazioni oggettive e sono d'accordo con te che sia una cosa strutturale e immutabile.

admin wrote:
EM: come ti dicevo prima il 10% e' un po' l'esposizione derivante dalla size del contratto future, e' anche un po' una soluzione intermedia tra quello che fa Invesco e quello che fanno altri. Ma anche dai backtest che ho fatto in cui EM hanno sottoperformato on a risk adjusted basis e non hanno migliorato efficienza complessiva del portafoglio RP. Detto questo non sono da ignorare in ottica di spostamento del baricentro economico verso la Cina.

Se sei vincolato al future, 10% forse è poco ma 20% forse è tanto (almeno in termini strategici, mentre in termini tattici ci può stare tranquillamente). Potresti comprare un future e usare l'etf per coprire il gap rispetto al tuo target.

admin wrote:
In questa versione ho inserito ETF Europe defensive per avere un split difensivi/ciclici quasi 50 e 50. Cosa ne pensi? Da tener presente che Europa non e' solo Eurozona ma c'e' una bella fetta di UK e Svizzera.

[/quote]
Forse il defensive ha un po' troppo energy per i miei gusti, ma alla fine la possibile alternativa (Ishares Minimum Volatility) ha troppi financials, ti espone al rischio modello (per via delle correlazioni usate come input) e inoltre si sovrappone con il world.

younggotti

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Sat Feb 24, 2018 10:08 am

younggotti wrote:
Ahah guarda, se li trovi mi licenzio domani mattina  Very Happy

Scherzi a parte, l'idea di creare qualcosa di "nuovo" (almeno per gli standard europei e soprattutto italiani) ogni tanto mi stuzzica. Però, mentre se vuoi fare il fotografo, l'interior designer o il wedding planner ti basta "solo" essere bravo e avere tanta voglia di sbatterti, nel nostro settore le barriere all'ingresso sono pazzesche, non tanto in termini di capitale minimo, ma di costi fissi che devi sostenere: al di là dei costi "operativi" (personale, licensing ecc.) devi pagare il board, le funzioni di controllo, la società di revisione.... Alla fine se non hai le spalle molto larghe oppure parti già con 200-300 mln di masse è impossibile.

Una alternativa molto più soft potrebbe essere vendere un servizio di advisory istituzionale (credo che anche una semplice spa possa farlo) oppure un servizio di consulenza generico direttamente ai retail tramite internet (tipo francesco caruso per intenderci).

Non e' cosi' complicato, GAM ti offre una soluzione di private labelling https://www.gam.com/en/private-labelling/ a partire da 28bps per anno (min 85k USD), decrescenti col crescere degli AUM. Tutto incluso, e' escluso solo il costo della società di revisione (10k p.a. pagati dal fondo come tutte le altre spese). Devi solo occuparti del trading, per il resto fanno tutto loro. Unica cosa che chiedono e' un investment manager regolamentato, ma c'e' una soluzione anche a questo se vuoi evitare il set up, ti fai nominare appointed representative da un regulated investment manager che offre questo servizio, ed esempio questi https://www.sturgeonventures.com/about-us/appointed-representatives/ poi quando e se cresci chiedi la licenza diretta (da fare qui in UK, molto più semplice che in Italia..). Investimenti iniziali non ce ne sono. Partendo con 30m la cosa sta in piedi.

younggotti wrote:
Quelli correnti li trovi sul sito di RA (clicca in basso su "download" e nell'excel guarda il foglio "Shiller.PE":
https://interactive.researchaffiliates.com/asset-allocation#!/?currency=USD&expanded=tertiary&group=all&model=ER&scale=LINEAR&terms=REAL&type=Equities

oppure su starcapital, che calcola anche altri ratios (p/cf, p/s...) che di solito raccontano la stessa storia del CAPE ma in alcuni casi divergono (es. Giappone) https://www.starcapital.de/en/research/stock-market-valuation/

Tra l'altro dal sito di RA con un metodo non proprio "ufficiale" si può scaricare tutto lo storico dei CAPE di tutti i paesi. Lo sto usando per includere anche EAFE e EM nei miei backtest (prima ero limitato ai soli US) e i risultati sono davvero ottimi. Appena riesco ti aggiorno.

Grazie. Un metodo non ufficiale?  Very Happy

younggotti wrote:
Se sei vincolato al future, 10% forse è poco ma 20% forse è tanto (almeno in termini strategici, mentre in termini tattici ci può stare tranquillamente). Potresti comprare un future e usare l'etf per coprire il gap rispetto al tuo target.

Si. Non dimentichiamoci anche che 10% e' l'allocazione nominale, risk based diventa 15%+ che ci puo' stare rispetto alle altre.

younggotti wrote:
Forse il defensive ha un po' troppo energy per i miei gusti

Il defensive lo guarderei all'interno dell allocazione complessiva. Alla fine energy conterebbe solo per un 6-7% del totale.

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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Mon Feb 26, 2018 4:44 pm

Admin wrote:
Non e' cosi' complicato, GAM ti offre una soluzione di private labelling https://www.gam.com/en/private-labelling/ a partire da 28bps per anno (min 85k USD), decrescenti col crescere degli AUM. Tutto incluso, e' escluso solo il costo della società di revisione (10k p.a. pagati dal fondo come tutte le altre spese). Devi solo occuparti del trading, per il resto fanno tutto loro. Unica cosa che chiedono e' un investment manager regolamentato, ma c'e' una soluzione anche a questo se vuoi evitare il set up, ti fai nominare appointed representative da un regulated investment manager che offre questo servizio, ed esempio questi https://www.sturgeonventures.com/about-us/appointed-representatives/ poi quando e se cresci chiedi la licenza diretta (da fare qui in UK, molto più semplice che in Italia..). Investimenti iniziali non ce ne sono. Partendo con 30m la cosa sta in piedi.

Avevo sentito di GAM ma non pensavo costasse così poco. Ma della parte middle e back office (settlement e quant'altro) si occupano loro?
Per il trading come funziona? Basta un terminale bloomberg per trasmettere ordini ai broker o è necessario altro? Il bello è che per un anno mi sono pure occupato direttamente di negoziazione per una società di asset management, ma non ho molto idea di cosa si scateni dopo la transazione telefonica/bloomberg o di cosa sia necessario per implementare il processo  Embarassed
Per la distribuzione come funziona? Ti puoi agganciare ai collocatori con cui GAM ha già accordi di distribuzione o devi arrangiarti da solo?
Invece Sturgeon Ventures quanto chiede?

Facendo due conti, con 30 mln di masse, immaginando una fee istituzionale dello 0.75% sono 225k di ricavi, che diventano 140k al netto della quota GAM. Tolta anche la fee di Stugeon, i 20k di bloomberg, l'affitto di un ufficio (serve?) e le spese generali forse l'obiettivo del breakeven è un po' tirato.

Admin wrote:
Grazie. Un metodo non ufficiale?  Very Happy

Sì, è un metodo che ho appreso da un amico smanettone per scaricare in excel i dati sottostanti i grafici java che trovi sui siti. Lo uso in particolare per scaricare le serie di indici, fondi ed etf da morningstar. Se ti interessa ti spiego come funziona.
O se vuoi i cape storici te li mando via mail.

admin wrote:
Si. Non dimentichiamoci anche che 10% e' l'allocazione nominale, risk based diventa 15%+ che ci puo' stare rispetto alle altre.
Giusto. Sì, 15% mi sembra ok.

admin wrote:
Forse il defensive ha un po' troppo energy per i miei gusti
[/quote]
Sì, infatti il portafoglio nel complesso mi sembra equilibrato. Forse, ripeto, un po' troppo Japan. E' una scelta tattica?

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Mon Feb 26, 2018 8:45 pm

Ti ho risposto nell'altro thread su GAM.

Giappone: no, non e' una scelta tattica ma strategica strutturale, poi su questa si possono fare sempre dei cambiamenti tattici. Secondo me almeno un 15% ci sta lasciando stare le considerazioni relative value.

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