Risk Parity

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Thu Mar 22, 2018 10:17 pm

Ancora non ho capito se il fai da te e' premiante rispetto all'investimento in fondi RP.
Sono passati quasi 6 mesi dall'inizio con denaro reale, forse ancora troppo poco. Anche considerando le fee ho accumulato un vantaggio sostanzioso rispetto a AQR e Panagora. Solo Invesco ha fatto meglio di me before fees, pero' le fee devi pagarle...

Devo prendere una decisione per quanto riguarda la mia pensione autogestita (SIIP). Posso lasciarla dov'e' ora con Interactive Investors e investire in fondi in GBP (Panagora sarebbe acquistabile), o
1) Spostarla su Interactive Brokers e tradare da me una RP in EUR (preferisco avere la mia pensione in EUR). Direi statica, naive, sulla base delle vol storiche. La farei 2x quindi ci sarebbe cmq bisogno di rollare i futures con regolarita'
2) Aprirla con Nedbank, conto in EUR e fare 50% Invesco e 50% AQR (classe EUR di Panagora ha min di 1m) e dimenticarmene

Sono indeciso

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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Fri Mar 23, 2018 9:09 am

Sei mesi temo siano troppo pochi per trarre conclusioni basate sulle performance. Anche confrontando due strategie molto simili, credo che servano almeno 3-5 anni di storico.

Detto questo, io non avrei dubbi: su una strategia puramente meccanica e "semplice" come la risk parity pura non credo affatto che i vantaggi di un fondo (maggiore diversificazione grazie all'accesso a una più ampia gamma di futures reso possibile dalla maggiore size) compensino i maggiori costi. E anche a volere una risk parity più "attiva" come quella di Invesco, è abbastanza semplice da replicare mediante banali overlay value e momentum. Questo è il confronto tra Invesco e un portafoglio che mixa queste due semplici strategie dinamiche (Link1 e Link2) direi simili all'approccio di Invesco:


L'unico fattore che può secondo me far pendere la bilancia dal lato fondi è il tempo: non è detto che l'1% in più o meno possa valere il tempo da dedicare all'implementazione.

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Fri Mar 23, 2018 7:46 pm

younggotti wrote:Sei mesi temo siano troppo pochi per trarre conclusioni basate sulle performance. Anche confrontando due strategie molto simili, credo che servano almeno 3-5 anni di storico.

Detto questo, io non avrei dubbi: su una strategia puramente meccanica e "semplice" come la risk parity pura non credo affatto che i vantaggi di un fondo (maggiore diversificazione grazie all'accesso a una più ampia gamma di futures reso possibile dalla maggiore size) compensino i maggiori costi. E anche a volere una risk parity più "attiva" come quella di Invesco, è abbastanza semplice da replicare mediante banali overlay value e momentum.

L'unico fattore che può secondo me far pendere la bilancia dal lato fondi è il tempo: non è detto che l'1% in più o meno possa valere il tempo da dedicare all'implementazione.

Si, sei mesi sono pochi chiaramente, pero' secondo me in un anno/due un'idea abbastanza precisa te la puoi fare vista la passivita' dell'approccio.
Nei miei backtest la mia asset allocation li batteva tutti i fondi, anche di molto. Differenziale non spiegabile solo dalle management fee. Ci sono anche le trading fees e gli spread ma la overperformance rimane anche considerando quelli.

Certo che qui in UK l AQR costa 55bps e l'Invesco 67bps...non so quanta voglia ho di fare girare due RP in parallelo con IB.

PS Dove hai letto che Invesco usa momentum? Nelle loro presentazioni?

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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Fri Mar 23, 2018 8:46 pm

Admin wrote:

Si, sei mesi sono pochi chiaramente, pero' secondo me in un anno/due un'idea abbastanza precisa te la puoi fare vista la passivita' dell'approccio.
Nei miei backtest la mia asset allocation li batteva tutti i fondi, anche di molto. Differenziale non spiegabile solo dalle management fee. Ci sono anche le trading fees e gli spread ma la overperformance rimane anche considerando quelli.

Certo che qui in UK l AQR costa 55bps e l'Invesco 67bps...non so quanta voglia ho di fare girare due RP in parallelo con IB.

PS Dove hai letto che Invesco usa momentum? Nelle loro presentazioni?

La parte SIIP la devi tenere separata dal resto? In effetti è un fastidio in più, anche se alla fine se adotti la stessa strategia i trades da fare periodicamente sono gli stessi.

Invesco modifica i pesi strategici in base a value, momentum e valutazioni macro. C'era una presentazione che avevo linkato su finanzaonline e che spiegava in dettaglio la strategia, ma ora non si trova più. Qui comunque spiega il processo abbastanza bene.
https://www.advisorperspectives.com/commentaries/2015/05/14/risk-parity-reducing-our-bond-exposure.pdf
http://conferences.pionline.com/uploads/conference_admin/Overcoming_Objections_to_Risk_Parity.pdf

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Fri Mar 23, 2018 9:23 pm

Si, la parte SIPP deve essere separata. Quando ho scritto propendevo per la soluzione fondi, ora pensadoci bene direi che per £2000 pound all anno tra mgmt fees e costi piattaforma due click ogni 3 mesi per rollare i futures posso pure farli...

I trades sarebbero diversi poiche' la cifra e' piu' bassa rispetto al conto che gia' ho quindi devo prendere leva altrove. Il problema e' che non arrivo a 2x di leva poiche' non riesco a fare i bonds con i futures. C'e' anche cash drag poiche' non ti fanno aprire il Margin Account.

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Fri Mar 23, 2018 9:40 pm

PS Prima o poi giro che leggero anche il thread sulle strategie dinamiche, scusami! E' molto lungo e voglio leggerlo con calma

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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Sat Mar 24, 2018 7:33 am

Admin wrote:Si, la parte SIPP deve essere separata. Quando ho scritto propendevo per la soluzione fondi, ora pensadoci bene direi che per £2000 pound all anno tra mgmt fees e costi piattaforma due click ogni 3 mesi per rollare i futures posso pure farli...

I trades sarebbero diversi poiche' la cifra e' piu' bassa rispetto al conto che gia' ho quindi devo prendere leva altrove. Il problema e' che non arrivo a 2x di leva poiche' non riesco a fare i bonds con i futures. C'e' anche cash drag poiche' non ti fanno aprire il Margin Account.

Ma alla fine è proprio necessaria la leva? Con una RP passiva nel lungo periodo quei 3 punti sopra il risk free secondo me si raggiungono tranquillamente, e con qualche leggero tilt value e momentum arrivi anche a 3.5 - 4. Alla fine è quanto ha reso l'equity. Non ti basta? I fondi di risk parity secondo me devono ricorrere alla leva per "coprire" le fee (con un costo medio retail-istituzionale di 120bps l'excess return si riduce a 180bps, che non è abbastanza per l'investitore medio, specie di questi tempi con tassi così bassi).

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Sat Mar 24, 2018 11:56 am

Secondo me serve. Nei miei backtest la RP unlevered rende circa 4.5% con un euribor medio a 2%. Io vorrei 5% sopra risk free.

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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Sat Mar 24, 2018 9:49 pm

Premetto che il mio backtest è diverso dal tuo (è in USD, risk allocation leggermente diversa, volatility weighting diversa). Però una risk parity con leva 2 dai miei dati avrebbe generato due drawdown superiori al 20% e uno del 30% a inizio anni 80. In termini reali tra l'altro il drawdown di inizio anni 80 sarebbe stato del 43% e sarebbe durato quasi 6 anni.
In quel periodo la RP unlevered si sarebbe comportata tutto sommato benino visto il contesto, con un max dd del 10%. Però rendimenti unlevered mediocri, leva 2 e costo della leva al 15% non sono un bel mix.

Per la mia tolleranza al rischio è troppo, però se l'ottica è del tipo "chiudo gli occhi e li riapro tra 30 anni quando vado in pensione" allora un senso sicuramente ce l'ha.

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Thu Apr 12, 2018 3:29 pm

Nel mio backtest (che e' mensile) il max dd e' 11% nel 2008, pero' parte dal 1998.

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Mon Apr 23, 2018 4:04 pm

Mi accingo ad iniziare l'ultima parte di studio per la mia risk parity.
L'idea e' sempre stata quella di allocare l'80% del rischio in modo strategico, pesi fissi con lo split che conosci, e lasciare un 20% "discrezionale", da allocare in base a valutazioni "qualitative" macro, value e momentum. Ora questo 20% discrezionale lo vorrei trasformare in sistematico, 10% da allocare secondo momentum (probabilmente solo long) e 10% da allocare secondo value.

1. Momentum
Per la parte momentum mi sono stampato i seguenti paper di AQR:
- Understanding managed futures, 2010
- Time Series momentum, 2012
- Value and Momentum everywhere, 2013
- Demystifying managed futures, 2013
- A century of evidence...., 2014 (c'e' anche un aggiornamento 2017 non stampabile)
- Which Trend is your friend? 2016

ce ne sono altri da leggere?

2. Value
Iniziero' a studiare la parte value sono dopo aver finito col momentum. Non ho dei paper particolari in mente ma si tratta di sviluppare un framework simile a quello sviluppato da te per arrivare al calcolo degli sharpe attesi nelle varie asset class. Per equity partiro' dal cape, per bond e commodities ancora non so ma immagino di usare una metodologia simile a quella usata da RA.
Per quanto riguarda il meccanismo che dagli sharpe porta alle allocazioni pensavo di usare la formulazione di Panagora http://www.iinews.com/site/pdfs/JOI_Spring_2011_Panagora.pdf
Devo pensare a come implementare il tutto nel modellino ERC.

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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Tue Apr 24, 2018 3:03 pm

Admin wrote:Mi accingo ad iniziare l'ultima parte di studio per la mia risk parity.
L'idea e' sempre stata quella di allocare l'80% del rischio in modo strategico, pesi fissi con lo split che conosci, e lasciare un 20% "discrezionale", da allocare in base a valutazioni "qualitative" macro, value e momentum. Ora questo 20% discrezionale lo vorrei trasformare in sistematico, 10% da allocare secondo momentum (probabilmente solo long) e 10% da allocare secondo value.
In che senso momentum solo long?

Admin wrote:
1. Momentum
Per la parte momentum mi sono stampato i seguenti paper di AQR:
- Understanding managed futures, 2010
- Time Series momentum, 2012
- Value and Momentum everywhere, 2013
- Demystifying managed futures, 2013
- A century of evidence...., 2014 (c'e' anche un aggiornamento 2017 non stampabile)
- Which Trend is your friend? 2016

ce ne sono altri da leggere?

La maggior parte mi sembrano focalizzati sul time series momentum (trend following). Intendi utilizzare solo questo o anche il relative momentum?
Cmq già con quei paper ne hai in abbondanza, anche se l'ottica è più quella di verificare se momentum ha funzionato in passato. Se dai il concetto già per assodato, non credo ti daranno particolari spunti.

In ottica relative momentum, se vuoi ampliare il ventaglio di indicatori considerati oltre a quello tradizionale, dai uno sguardo a questa analisi di gestaltu:
http://investresolve.com/blog/dynamic-asset-allocation-for-practitioners-part-2-the-many-faces-of-price-momentum/
http://investresolve.com/blog/dynamic-asset-allocation-for-practitioners-part-3-risk-adjusted-momentum/

Per l'absolute momentum, come ti dicevo io utilizzerò un indicatore composite che mixa diversi indicatori (classico rate of change, incrocio prezzo/media mobile, incrocio media mobile breve vs lunga, percentile prezzo rispetto a storico), tutti considerati su orizzonti da 1 a 12 mesi.

Admin wrote:
2. Value
Iniziero' a studiare la parte value sono dopo aver finito col momentum. Non ho dei paper particolari in mente ma si tratta di sviluppare un framework simile a quello sviluppato da te per arrivare al calcolo degli sharpe attesi nelle varie asset class. Per equity partiro' dal cape, per bond e commodities ancora non so ma immagino di usare una metodologia simile a quella usata da RA.
Per quanto riguarda il meccanismo che dagli sharpe porta alle allocazioni pensavo di usare la formulazione di Panagora http://www.iinews.com/site/pdfs/JOI_Spring_2011_Panagora.pdf
Devo pensare a come implementare il tutto nel modellino ERC.

Per value secondo me gli approcci sono due. Il primo consiste nello stimare i rendimenti attesi; trasformarli in sharpe sulla base della vola attesa; confrontare le diverse AC sulla base di questi sharpe.
Il secondo consiste nel confrontare per la singola AC l'attuale rendimento atteso (o l'attuale metrica value: es. CAPE per equity) con lo storico dell'AC, per arrivare a uno score value che esprime il percentile del rendimento atteso rispetto allo storico dell'AC; il passo successivo è il confronto tra score.
Non sempre i due approcci conducono agli stessi risultati. Ad esempio il gold ha un rendimento (e uno sharpe) strutturalmente inferiore rispetto a equity e bonds. Con il primo approccio quindi investiresti in gold molto raramente, mentre il secondo è più neutrale. Io nel dubbio farò un mix dei due approcci, così come fatto nei backtest.

Quanto alle metriche, nel backtest ero limitato ai dati di cui riuscivo a ricostruire lo storico completo.
Nell'implementazione concreta farò così:

EQUITY
Metodologia che mixa 4 approcci:
- rendimenti attesi stimati sulla base delle regressioni storiche dei ratios e dei rendimenti reali futuri. In ottica di maggiore robustezza, non considero solo CAPE, ma anche P/BV, P/CF e P/S, che hanno storicamente avuto una capacità predittiva analoga al CAPE. Tendenzialmente i 4 indicatori forniscono le stesse indicazioni, ma in alcuni casi divergono anche significativamente (es. Giappone, caro sulla base del CAPE e P/CF, cheap su base P/BV e P/S).
- come sopra, ma neutralizzando gli effetti sui ratios prodotti dalle diverse allocazioni settoriali degli indici: es. una parziale spiegazione ai multipli più alti degli USA vs Europa è la maggior allocazione su settori che hanno strutturalmente multipli più alti (IT e pharma)
- come sopra, ma ipotizzando una mean reversion non verso un CAPE target fisso nel tempo, ma verso un CAPE che dipende in parte dalle condizioni macro presenti (real rates e inflation): http://www.bfjlaward.com/pdf/26117/055-068_Arnott_JPM.pdf
- stima pubblicata da Research Affiliates, sia con l'approccio valuation che con quello "yield+growth"

Per passare dal rendimento local currency a quello in euro utilizzo le stime sulle variazioni FX di RA

BONDS
Metodologia che mixa 2 approcci:
- approccio che ipotizza che la curva rimanga ferma durante il decennio: il rendimento è quindi pari all'YTM + roll return calcolato sul segmento di curva corrispondente alla maturity media dell'ETF
- approccio che ipotizza che la curva nel corso del decennio diventi progressivamente quella target stimata da RA.
Ad esempio per l'area euro governativa AA/AAA con il primo approccio abbiamo un carry (corrispondente all'YTM) di 0.73% a cui si aggiunge un roll return di ben 0.94% annuo.
Con il secondo approccio il roll yield medio nel decennio si riduce (0.63%) e a questo si aggiunge una perdita derivante dall'incremento della curva di 78 bps annui. Questi effetti sono parzialmente compensati dall'incremento del carry (1.23%)

Una volta definito il rendimento atteso, sottraggo l'expected credit loss. Per farlo considero i default medi per classe di rating e i recovery rates stimati storicamente da moodys. QUesto per rendere confrontabili ETF che includono governativi con rischio di credito non trascurabile (es. Euro Inflation linked) con ETF su governativi sostanzialmente risk free.
Come ultimo passaggio, per i bonds in USD hedged considero il costo della copertura stimato da RA e poi (per i bonds nominali) e sulla base delle stime di inflazione (sempre RA) trovo il rendimento atteso reale in EUR.

GOLD/COMMODITIES
Su questi devo ancora lavorare, ma in questo caso c'è abbastanza poco da ottimizzare e quindi credo che rimarrò fedele alla metodologia che ho usato per il backtest.

Se poi ti interessano i miei file, ovviamente nessun problema nel mandarteli.

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Re: Risk Parity

Post by Admin Yesterday at 11:13 pm

- Momentum long: nel senso che non si va short offsettando quindi l'allocazione strategica che invece non voglio toccare. I segnali momentum devono solo implicare un tilt verso una o piu' asset class in aggiunta rispetto all'allocazione strategica.

- Relative vs Absolute: penso che alla fine costruirò un absolute momentum score sulla base di piu' indicatori a livello di singolo strumento (etf/indice) e di allocare quel 10% di rischio in proporzione allo score (score singolo/somma degli score)

- Gli obiettivi dello studio sono i seguenti:
1 identificare indicatori migliori
2 identificare lookback period piu' efficace
3 costruire scoring
4 tradurre il tutto in risk allocation

Re: 1 e 2 vedo che tutti i paper letti finora usano semplicemente rendimento a 12 mesi. Il paper Time Series Momentum offre spunti interessanti, fa vedere che MOM funziona anche per lookback inferiori ma tende a scemare molto per lookback superiori a 12 mesi. Sweet spot sembra essere 10-12 mesi. Introdurre altri indicatori e lavorare su piu' lookback migliora i risultati? Penso di si ma devo testare. Altra cosa: i paper quando calcolano il momentum lo fanno su 12 mesi escludendo pero' l'ultimo mese, quindi il 1 febbraio 2018 calcolo il momentum da 1/1/2017 a 31/12/2017, escludendo gennaio 2018. Fai anche tu cosi'? Ha senso saltare l'ultimo mesi anche quando si lavora su lookback corti come tre mesi o addirittura un mese?
Re: 3 devo capire, tra le altre cose, se assegnare equal weight a tutti gli indicatori. Tu ne hai trovati di piu' robusti? Score per ogni singolo indicatore probabilmente avra' solo due valori, 0 per negative MOM e 1 per positive MOM, non so se ha senso costruire piu' sfumature.

Se non ricordo male, quando in passato avevamo testato RP trend following non avevamo ottenuto risultati molto robusti. La leggera overperformance vs RP normale derivava tutta da pochi mesi del 2008. Inoltre la TF era sotto high water mark da diversi anni, mi sembra di ricordare. Oltretutto snaturava il concetto di Risk parity, qualche mese fa equity era unica asset class con momentum a 12 mesi positivo, quindi il rischio sarebbe finito 100% in equity e il resto sarebbe stato in cash, quindi non proprio parity. Avevamo testato anche la soluzione L/S e la soluzione in cui invece di mettere l'allocazione negative MOM in cash veniva distribuita sulle altre asset class, ma con risultati peggiori. Io parto da li', non ho piu' fatto test sul trend following.

Per la parte value banalmente si potrebbero prendere gli sharpe stimati da RA, ma poi diventa difficile backtestare (RA mette a disposizione le serie storiche?). La tue metodologie hanno tutte senso ma richiedono un po' di lavoro.
Tradurre sharpe in allocazioni: hai visto quel paper di Panagora? Il loro metodo e' intuitivo e ha senso. Per quanto riguarda l'implementazione in ambiente ERC, penso si possa inserire lo sharpe a monte, quando si assegnano le risk allocations. Mi spiego meglio: hai 3 asset class che di base ricevono risk allocation di 33.3% l'una. Se un'asset class ha sharpe doppio rispetto alle altre due allora riceverà risk allocation doppia rispetto alle altre, a questo punto fai girare la ERC come abbiamo sempre fatto. Sei d'accordo? Non mi viene in mente un'implementazione diversa.


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