Risk Parity

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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Mon Oct 02, 2017 9:55 am

Va molto meglio per il commodities OY, che a Milano viaggia sullo 0.20% (con trade da 30k). Peggio su Xetra dove spread è 0.44%

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Mon Oct 02, 2017 12:15 pm

younggotti wrote:Sto monitorando la liquidità del DB Global Govt Euro hedged e al momento proprio non ci siamo.

Per un'ipotetico trade di 100.000€ lo spread sarebbe superiore all'1%. Situazione simile (se non peggiore) sullo Xetra. Anche considerando un trade di 50.000€ la situazione non cambia: il market maker si è messo con uno spread dell'1.1% e in mezzo ci sono solo spezzature.

Va meglio, ma non molto, per il Global Inflation-Linked Bond, che viaggia su spread di 0.60%

L'analisi mensile degli spread di Borsa Italiana dà, per un trade di 25k, uno spread dello 0.39% per il Govt e 0.34% per l'IL.

Vediamo se di pomeriggio la situazione migliora.

La situazione non e' cosi malvagia, in questo momento lo spread e' 26bps, ma in alcune ore scende a 15bps sul global govt. Stessa cosa per l'IL (ora 34 bps). Per tutti gli ETF di DB la quotazione tedesca e' piu' liquida con spread minori salvo eccezioni temporanee.
Cmq meglio i future chiaramente, io il Govt lo prendo a tappo per arrivare alla target allocation, mentre per l'inflation linked non c'e' alternativa.

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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Mon Oct 02, 2017 12:29 pm

Admin wrote:
La situazione non e' cosi malvagia, in questo momento lo spread e' 26bps, ma in alcune ore scende a 15bps sul global govt. Stessa cosa per l'IL (ora 34 bps). Per tutti gli ETF di DB la quotazione tedesca e' piu' liquida con spread minori salvo eccezioni temporanee.
Cmq meglio i future chiaramente, io il Govt lo prendo a tappo per arrivare alla target allocation, mentre per l'inflation linked non c'e' alternativa.

Quegli spread a che size fanno riferimento?
Questi sono i book che vedo io in questo momento (sin Milano, dx Xetra)



Considerando 50k, lo spread mi viene 67bps per Milano e 76 per Xetra

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Mon Oct 02, 2017 1:36 pm

Non saprei, ho un foglio excel collegato a bloomberg con migliore bid e ask per un centinaio di strumenti, non vedo tutto il book. Ma il giorno che ho messo assieme il portafoglio non ho avuto problemi ad essere eseguito agli spread che ti ho detto.

Ad esempio in questo momento DB IL 224.70 - 225.00 quindi 12 bps con quantita' 600 x 300 quindi direi sufficienti per noi

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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Mon Oct 02, 2017 1:57 pm

Purtroppo per size non minuscole è necessario guardare tutto il book. A volte come migliore bid e ask trovi proposte da 1000€ o menoe poi il deserto prima di beccare il MM.

In effetti ora l'IL è migliorato. Con 50.000€ sono 17bps su Xetra, mentre resta ancora largo su Milano (44bps).

Ma sul govt bonds decisamente ancora troppo larghi (87 Milano e 94 Xetra).

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Mon Oct 02, 2017 2:08 pm

Bisogna avere pazienza, il lunedi' mattina non e' mai un buon momento, bisogna aspettare che i mercati siano tutt aperti.

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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Mon Oct 02, 2017 2:59 pm

4 del pomeriggio ora italiana (dovrebbe essere uno dei momenti più liquidi di tutta la giornata): spread sempre larghissimi, anche su altri ETF obbligazionari di DB. Boh!
Anche l'IL è tornato larghissimo (75bps a Francoforte con 50k di size)
Sarà in ferie l'intero desk fixed income di DB...
Ricontrollerò domani, ma se è così preferisco prendermi i singoli ETF Europe / Usa hedged di UBS che sono molto liquidi.

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Mon Oct 02, 2017 3:46 pm

Non conosco quelli di UBS. DB IL ancora molto liquido anche ora solo 10 bps con buone quantita'. Il govt siamo a 25 bps. Anche il DB commodities oggi si compra bene.

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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Mon Oct 02, 2017 3:55 pm

Admin wrote:Non conosco quelli di UBS. DB IL ancora molto liquido anche ora solo 10 bps con buone quantita'. Il govt siamo a 25 bps. Anche il DB commodities oggi si compra bene.
Sì, il govt sono 25bps ma con 1808€ in lettera e 1125 in denaro Very Happy Anche solo con 25k saliamo a 66bps.

IL in effetti si è di nuovo stretto.
Ma se devo aspettare le 4 e temporeggiare un attimo per avere lo spread migliore mi va bene. Ma se tutto il giorno mi tieni lo spread tra 70 e 100bps allora no. Cmq ripeto, vediamo domani.

Per conftonto:
UBS Barclays TIPS 1-10 (hedged to EUR): 14bps con 100k di size
Lyxor iBoxx USD Treasuries 10Y+ Monthly Hedged: 23bps con 100k di size

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Tue Oct 03, 2017 10:35 am

Gli indici solo US (o solo Europe) sono chiaramente piu' liquidi pero' paghi in termini di diversificazione. Un altro liquidissimo e' DB Germany 7-10 che avevo selezionato (XG71). Bisogna trovare il giusto equilibrio.
IB ha degli algoritmi di trading molto interessanti per rimanere tra denaro e lettera ed essere eseguiti al miglior prezzo possibile (anche prendendo i migliori ask su piu' borse con lo stesso ordine).

poi hai risolto col file che ti ho mandato?

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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Wed Oct 04, 2017 8:56 am

Non credo sia un problema di sottostanti. Alla fine il DB, oltre a USA e Europa, ha sostanzialmente solo il Giappone come peso rilevante e, pur non avendo conoscenza diretta, credo che il mercato obbligazionario giapponese sia tra i più liquidi al mondo. Certo, c'è un problema di fuso orario, però ad es. l'etf sul Nikkei alle 10 ore italiane ha uno spread di 9bps.

Con i tassi attuali penso sia una follia pagare più di 20bps di spread e preferisco sacrificare la diversificazione. Alla fine credo proprio che farò etf area Euro + USA.
Per l'area euro, alla fine deve soddisfare le seguenti condizioni:
- solo AAA (ma non solo germania, per non uccidere troppo l'yield)
- maturity medio/lunga
- a capitalizzazione (odio con tutte le mie forze gli etf a distribuzione Very Happy )

Questi due sono perfetti, e hanno spread di 7-10bps anche con size da 250k-500k:
Amundi ETF Government Bond Highest Rated EuroMTS Investment Grade
Lyxor EuroMTS Highest Rated Macro-Weighted Government Bond


Si, per il file ho risolto, grazie.

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Wed Oct 04, 2017 1:11 pm

Secondo me un ETF con poche decine di titoli sottostanti, tutti nella stessa time zone, e' di piu' facile gestione di uno con migliaia di titoli sparsi per il mondo, anche se presi singolarmente sono tutti liquidi. Per questo penso che lo spread (e le commissioni di gestione) sia migliore su quelli che si focalizzano sulla stessa area.

Secondo me anche piu' di 15bps sono una follia (e non dimentichiamoci delle spese di gestione), questo e' il limite che mi sono dato su qualsiasi ETF. Sugli ETF obbligazionari per area non ti posso aiutare perche' li ho scartati a priori andando sui futures (uso solo ETF govt globale a tappo per un 5-10% dell'asset class + IL per 100% asset class- non so se hai trovato alternative al DB ma e' abbastanza liquido), pero' valuta anche l'opportunita' di metterti tra bid e ask o primo in denaro per qualche ora per aver miglior prezzo, tanti gli obbligazionari non scappano e se sono liquidi l'eseguito arriva.
Poi considera anche l'esposizione ai tassi euro, io la evito per ora, i tassi sono ridicolmente bassi rispetto all'inflazione (e crescita), la stepness e' ok e fai un po' di roll ma prima o poi qualcuno rimane col cerino in mano. Carmignac e' da mesi che e' short Bund e anche Invesco sottopesa di molto tassi euro. Io per i prossimi mesi continuo con AUD, CAN e US.

PS Avevo anche trovato un ishares AAA-AA con cap singola nazione al 20% pero' se non sbaglio non e' hedgiato in euro quindi scartato

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Wed Oct 04, 2017 3:56 pm

Che ne pensi di testare una RP che invece di usare Stdev utilizza downside dev?

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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Wed Oct 04, 2017 4:27 pm

L'esposizione ai tassi euro è sicuramente rischiosa dati i livelli attuali, ma l'esposizione a obbligazioni estere coperte di per sè non risolve il problema.

Facendo i conti della serva, il 10y Australia rende circa il 2.8%, ma il forward EURAUD a 1 anno comporta un costo di circa il 2.5%. Morale: il rendimento hedged atteso è dello 0.3%, meno del bund. Ma è giusto che sia così, altrimenti sarebbe un'opportunità di arbitraggio. Da questo punto di vista l'investimento tramite futures un po' aiuta. In teoria porti a casa il 10y - AUD interbank + EUR interbank (2.8-1.7-0.3) = 0.8%.

Sul CAD dovremmo essere addirittura sullo 0% con l'investimento cash hedged e sullo 0,5% con l'investimento tramite futures.

Un'altra considerazione: mi sono calcolato il rendimento atteso reale del 10y govt (usando dall'inflazione storica a 3y come stima delle attese di inflazione) dal 1990 ad oggi su AUD, CAD, USA e Germania. Ragionando in termini di z-score, e quindi di distanza (deviazioni standard) dell'attuale rendimento reale atteso rispetto alla media, ottengo questi risultati:
Australia -1.2
Canada -1.3
USA -0.6
Germania -1.5

Questo per dire che è vero che i tassi area euro sono drogati, è vero che gli altri paesi se la passano meglio, ma - con l'eccezione degli USA - la differenza non è particolarmente significativa. Un rialzo dell'inflazione (che sarebbe presumibilmente globale) farebbe secondo me male qualunque sia il posizionamento in termini geografici.

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Wed Oct 04, 2017 9:35 pm

E' chiaramente una lotta tra poveri, ma anche uno 0.9% e' più del doppio del Bund. Io la vedo più in termini di downside risk che di rendimento teorico ad un anno a tassi costanti. Se il Bund va a 1.5% (cmq un tasso molto più basso rispetto alle altre valute e cmq sotto l'inflazione) il prezzo fa -7/8%...
Nel caso dell AUD c'e' da notare anche che la steepness attuale e' molto maggiore rispetto a quella storica fornendo un buffer ulteriore.
Al momento non vedo un motivo per essere overweight (o anche equal weight) Bund rispetto agli altri (se non quello di prendere leva gratis). Prendere un contratto (160k) finirebbe inevitabilmente per sovrappesarlo nel mio portafoglio, mentre l'alternativa ETF a questi tassi non sono disposto a considerarla visti i costi.

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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Thu Oct 05, 2017 9:52 am

E' evidente che con i tassi (e le duration) attuali un minimo riallineamento dei tassi farebbe molto male. Ma vedo improbabile che questo riallineamento avvenga solo per l'area euro: le correlazioni tra i movimenti dei tassi dei singoli paesi viaggiano ormai tra 70 e 80%. Infatti l'andamento negli ultimi 3 anni del DB Global Govt hedged vs i AAA area euro è praticamente indistinguibile:



Ho provato a fare due calcoli grezzi ma secondo me indicativi.
Ho calcolato per i principali paesi lo storico dagli anni 90 dei rendimenti reali attesi sui 10y govt (sempre usando l'inflazione storica a 3 anni come stima di quella attesa). Ho poi provato a simulare cosa succederebbe ai prezzi se i rendimenti reali si riallineassero istantaneamente ai valori medi di lungo periodo, tenendo conto di una stima della duration di ciascun 10y bond.

Queste sono le perdite stimate per ciascun paese:
USA 6.3
Spain 7.4
Italy 9.3
Australia 16.3
UK 17.5
Canada 17.9
NL 21.6
Japan 21.8
France 22.2
Germany 23.3
Finland 25.4
Austria 26.7
Belgium 28.9

Quindi direi che sono assolutamente d'accordo che, potendo investire tramite futures, un sottopeso dell'area Euro ci può stare. Forse, piuttosto che Australia e Canada, sovrapeserei gli USA, che sono gli unici con tassi quasi normali e hanno una curva sufficientemente ripida.

Nel mio caso, però, essendo vincolato agli etf, considerando la differenza di TER e soprattutto di spread, la soluzione USA+Europa mi sembra preferibile rispetto al World Govt. Alla fine, facendo una media ponderata per i pesi di ciascun paese, con il World Govt nello scenario di cui sopra la perdita sarebbe del 14.2%, mentre con 50%/50% Euro/USA sarebbe del 14.6%; la differenza è quindi molto modesta (nulla vieta ovviamente anche qui di sovrapesare gli USA), senza contare che il World Govt ha oltre 1/3 del portafoglio con rating da A in giù.

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Thu Oct 05, 2017 10:37 am

Io una cosa che avevo notato quando avevo analizzato i vari indici e' che e'vero che il World ha un rendimento simile a USA/Europa ma e' molto piu' efficiente poiche' lo fa con volatilita' piu' bassa del 30-40% (3% vs 4.5%+). Questo non si riesce pienamente ad apprezzare dal grafico sopra. Ricordo che quando ho sostituito nel backtest US e DE con il WLD i risultati sono migliorati sensibilmente. Per quanto riguarda la composizione a me risulta che quasi il 90% sia A+ o superiore. Vedi immagine sotto.

Per quanto riguarda RP usando downside deviation se non ricordo male tu avevi gia' testato questa soluzione?



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Re: Risk Parity

Post by Admin on Fri Oct 06, 2017 6:40 pm

Mais78 wrote:Ecco ERC vs RP unlevered


Mais78 wrote:- A me rimane solo da backtestare con la famosa macro ERC vs Naive con correlazioni weekly e vol daily, per il resto direi che la strategia oramai l'ho decisa.

Ora ho messo a posto anche l'ultimo tassello che mancava. Il test precedente della ERC (immagine sopra) l'avevo fatto con volatilita' LTM mensili e corrrelazioni LTM mensili. Ho rifatto l'analisi usando per la volatilita' la EMA 3 mesi su dati daily e per le correlazioni quella LTM su dati weekly.
Il risultato mi piace moltissimo!
Direi che con questo la mia strategia RP e' finalizzata. Mi rimane da capire solo la sottostima della vol realizzata rispetto a quella target quando si va volatility targeting.



PS Avrai notato che i rendimenti unlevered del secondo grafico sono inferiori al primo, cio' e' dovuto alle diverse asset class usate nell'ultimo test (MSCI World Eur Hedged invece di cambio aperto e Citi World Bond vs US + DE Bonds). rendimento inferiore unlevered ma sharpe piu' alto.

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Sat Oct 07, 2017 8:40 am

Errata corrige. Mi sono ricordato di questo...

Admin wrote:
Innanzitutto ho fatto girare la tua macro. Domanda: nel foglio Allocazione, se ad esempio prendo le allocazioni al 30/6/2016, queste sono le allocazioni al primo luglio, ossia quelle che uso per calcolare i ritorni di luglio e non di giugno, giusto? Immagino di si ma volevo confermare.

La performance rivista e' questa, il vantaggio e' di un misero 1.7% su quasi 20 anni (probabilmente mangiato da un maggiore turnover di portafoglio nel mondo reale - devo verificare).

Tu hai evidenze diverse usando correlazione su dati settimanali?





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Re: Risk Parity

Post by Admin on Sat Oct 07, 2017 8:44 am

Una cosa che si evince dal grafico e' che il vantaggio accumulato dalla ERC viene riassorbito nelle fasi di stress (2008 e 2015). Non a caso Bridgewater dice di ignorare le correlazioni in quanto cambiano proprio nei momenti peggiori.

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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Fri Oct 13, 2017 4:21 pm

Scusami, sono sparito...

Admin wrote:Io una cosa che avevo notato quando avevo analizzato i vari indici e' che e'vero che il World ha un rendimento simile a USA/Europa ma e' molto piu' efficiente poiche' lo fa con volatilita' piu' bassa del 30-40% (3% vs 4.5%+). Questo non si riesce pienamente ad apprezzare dal grafico sopra. Ricordo che quando ho sostituito nel backtest US e DE con il WLD i risultati sono migliorati sensibilmente.  
In effetti con i dati Citi dal 1984, il World Govt Bonds ha reso di più (7% vs 6.6%) con una volatilità più bassa (3.5% vs 4%) rispetto a un ipotetico 50% Germany + 50% USA hedged. Se il beneficio in termini di volatilità può essere strutturale, quello in termini di rendimento (che tra l'altro è concentrato nel periodo 1984-1997, quindi in sostanza fino all'euro) è legato al fatto che la Germania in valuta locale ha un rendimento più basso rispetto a tutti i principali paesi hedged (USA, Canada, Japan, UK, Australia). Sinceramente non so come interpretare questi differenziali, considerato che il paese che ha avuto il rendimento maggiore in termini eur-hedged è il Giappone, pur avendo avuto nel periodo il più basso YTM medio, il più basso tasso reale medio e la minore riduzione dellYTM da inizio a fine periodo.
Comunque, ripeto, potendo operare con futures il vantaggio della diversificazione è innegabile. Essendo limitato agli ETF, USA+Germany mi sembra la soluzione più sensata.

Admin wrote:
Per quanto riguarda la composizione a me risulta che quasi il 90% sia A+ o superiore. Vedi immagine sotto.
Sì, scusa, intendevo che 1/3 del portafoglio è da A+ in giù.

Admin wrote:
Per quanto riguarda RP usando downside deviation se non ricordo male tu avevi gia' testato questa soluzione?

Sinceramente non ricordo. Appena riesco faccio un test e ti dico.


Admin wrote:
La performance rivista e' questa, il vantaggio e' di un misero 1.7% su quasi 20 anni (probabilmente mangiato da un maggiore turnover di portafoglio nel mondo reale - devo verificare).
Una cosa che si evince dal grafico e' che il vantaggio accumulato dalla ERC viene riassorbito nelle fasi di stress (2008 e 2015). Non a caso Bridgewater dice di ignorare le correlazioni in quanto cambiano proprio nei momenti peggiori.
Tu hai evidenze diverse usando correlazione su dati settimanali?

Anche qui, ti rimando ai test. Spero di fare tutto entro settimana prossima.
In generale, su un portafoglio ben diversificato, a mio parere il beneficio della ERC è limitato, così come è vero che le correlazioni cambiano improvvisamente nei momenti di crisi (guarda nei grafici qui sotto cosa succede alla correlazione equity-govt nell'ottobre 1987). Però è anche vero che ci sono shift di lungo periodo. Qui ho riprodotto le correlazioni 12m rolling tra le principali AC (per evitare di incasinare troppo il grafico, ho eliminato gli IL e ho splittato gold e commodities nei due grafici).


Guarda la correlazione equity-govt: fino al 2000 è stata praticamente sempre negativa (probabilmente il mercato ha paura dell'inflazione, e quindi equity e bonds tendono a muoversi insieme), mentre dal 2000 è stata quasi sempre negativa (il mercato teme la deflazione, e quindi le buone notizie per i bond sono cattive notizie per l'equity), tranne il periodo 2005-2007 quando torna positiva (era il periodo in cui l'inflazione si stava surriscaldando prima della crisi). Anche le altre, anche se più oscillanti, hanno regimi che durano tipicamente 4-5 anni.

Al di là del colpo d'occhio, questa è la relazione tra la correlazione storica 12m bonds-equity e quella nei successivi 12m. Il legame è tutt'altro che perfetto, ma a periodi di correlazioni negative di solito seguono periodi con correlazioni negative e viceversa.

Per le altre combinazioni di AC la correlazione tra correlazione storica e futura è meno forte, ma è cmq sempre positiva:
Equity-IL 55,1%
Equity-Govt 70,0%
Equity-Gold 34,1%
Equity-Commodities 48,2%
IL-Govt 65,3%
IL-Gold 23,8%
IL-Commodities 3,5%
Govt-Gold 53,0%
Govt-Commodities 34,1%
Gold-Commodities 28,7%


Comunque appena posso faccio un po' di test e vediamo cosa dicono i numeri

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Fri Oct 13, 2017 4:23 pm


Admin wrote:
La performance rivista e' questa, il vantaggio e' di un misero 1.7% su quasi 20 anni (probabilmente mangiato da un maggiore turnover di portafoglio nel mondo reale - devo verificare).

Il turnover medio mensile passa da 11% con la naive a 17% con ERC, quindi il 70% del portafoglio in piu' in un anno. Includendo i costi del maggior turnover (0.07% per 17 anni) ad occhio direi che chiudono sostanzialmente in pari.

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Re: Risk Parity

Post by Admin on Fri Oct 13, 2017 4:44 pm

Abbiamo postato in contemporanea!
Sono d'accordo che in un portafoglio con asset class molto diversificate il beneficio e' limitato, lo dicevo anche io piu' su'.

Stimare la correlazione futura e' piu' difficile che stimare la volatilita'. Non ho trovato papers utili in merito.

Ti sottopongo un'altra analisi. E' una cosa che volevo fare da un po': capire se passando da cap-weighted a risk weighted e' possibile battere un indice azionario (S&P e MSCI World sono tipicamente overweight cyclicals/growth stocks come Financials, Technology, Consumer Discretionary.
Ho preso le serie net total return dei 10 indici settoriali che compongono l'S&P (5 ciclici: Infotech, Financials, Consumer Discr., Industrials e Materials e 5 defensive: Healthcare, Consumer Staple, Utilities, Energy, Telecom) e fatto girare una RP naive con vol 12 M rolling.
Risultato: RP batte S&P NTR di 200bps p.a. (150 bps unlevered, con meno volatilita').
Le serie NTR sono disponibili dal 1999 mentre quelle standard dagli anni 80. Se uso le serie standard rimane una overperformance di 70bps p.a. nonostante la perdita dei ricchi dividendi su utilities, telecom e energy.
Risk Parity funziona in tutte le salse!

Possibile che nessuno abbia pensato a lanciare questa strategia su S&P? E' ancora piu' semplice della RP multiasset. Esistono tutti e 10 i future corrispondenti.



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Re: Risk Parity

Post by younggotti on Fri Oct 13, 2017 8:45 pm

Interessante, però in realtà qualcosa di simile c'è già e sono i prodotti low volatility. Tu sovrappesi i settori con minore vola, mentre quelli sovrappesano le singole azioni, che se vuoi è un modo di costruire il portafoglio ancora più granulare. Il concetto di fondo è lo stesso: l'avversione per la leva fa sì che gli investitori sovrappesino gli asset (asset class, settori, singole azioni) più rischiosi, che quindi hanno rendimenti effettivi minori di quelli meno rischiosi, non solo in termini corretti per il rischio, ma a volte anche in termini assoluti.

Usando i dati MSCI, ho confrontato USA con USA Minimum Volatility (che in realtà, rispetto ai classici low vol che si limitano a sovrappesare i titoli con bassa vola, è un po' più complesso perchè mira a minimizzare la vola complessiva del portafoglio considerando anche le correlazioni). Considerando la tua start date, la mincorr sovraperforma il benchmark di 175bps all'anno, 285bps se a leva per pareggiare la volatilità.


Però la partenza nel 1999, subito prima dello scoppio della bolla internet, secondo me falsa un po' la prospettiva. Prendendo tutto lo storico MSCI dal 1988 viene fuori questo:

MSCI USA ret 9.8; vol 14.7
MinVol ret 10; vol 11.4
Minvol Levered ret 11.7; vol 14.7

Questi mi sembrano risultati più credibili: rendimento simile, ma rischio minore.

Sulla Low Volatility cmq AQR ha scritto parecchia roba. Non so se hai letto ultimamente la "faida" tra Asness e Arnott, che riguarda, tra le altre cose, il factor timing. In sostanza Arnott sostiene che un timing di tipo value sui fattori (value, momentum, lowvol, size...) migliora i risultati rispetto a un'allocazione statica ai fattori stessi e che addirittura alcuni fattori, se depurati dall'incremento delle valutazioni, non hanno più extrarendimenti statisticamente significativi rispetto al benchmark. In questo senso il low volatility è il principale indiziato, visto che negli ultimi anni le valutazioni sono cresciute molto: mentre storicamente i titoli low vol erano anche titoli value, ora l'etf USA minvol ha p/e e p/e superiori al benchmark market weigthed. Questa posizione di Arnott cmq mi sembra molto estrema, e concordo maggiormente con Asness che sostiene che fare factor timing è molto difficile e che il fattore low volatility è robusto, essendo stato testato su vari mercati geografici e varie asset class (alla fine è alla base della risk parity).

Di ETF low/min volatility tra l'altro ce ne sono tanti, anche molto liquidi.


Last edited by younggotti on Fri Oct 13, 2017 8:59 pm; edited 1 time in total

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