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Post by younggotti on Wed Feb 21, 2018 9:09 am


Secondo me non c’e’ motivo per cui in una risk parity tu debba avere tale concentrazione USA, a prescindere da relative mkt cap e earnings. Se gli sharpe ratios attesi sono uguali allora secondo me la cosa che ha piu’ senso e’ equal weight (o nominale o in termini di rischio). Cmq il mio obiettivo e’ piu’ la diversificazione settoriale che geografica. Vedevo che AQR alloca 23.3% risk a equity global developed e 6.7% a EM (a naso direi tanto), risultanti in allocazioni nominali di 32% (del NAV – a leva 2.38) e 8%, rispettivamente. Quindi sembrerebbe che considera i due avere rischio simile!

E' un punto di vista interessante, non avevo mai ragionato in questi termini e in effetti è un punto di vista interessante. Provo però a fare l'avvocato del diavolo: dire che tutti i mercati hanno lo stesso sharpe atteso presuppone che lo sharpe possa essere stimato. E se si pensa che possono essere stimati, allora ha senso realizzare queste stime considerando fattori (value, momentum e/o trend) che (almeno storicamente) hanno "spiegato" in maniera abbastanza attendibile gli sharpe realizzati: sono un po' i risultati dei miei test di qualche mese fa, che i test che sto finendo di condurre in questi giorni (basati su assumptions leggermente diverse) confermano.
L'approccio alternativo è essere completamente agnostici sullo sharpe atteso e quindi in questo caso l'unica alternativa è il market portfolio e quindi la market cap (magari corretta per depurarla dai gap valutativi) come unico fattore.
Come ulteriore elemento, aggiungo che - ignorando i gap nelle valutazioni e i conseguenti effetti su rendimenti e rischi attesi - a parità di tutto a mio parere USA e EAFE hanno uno sharpe atteso più alto di EM, perchè sono molto più diversificati in termini settoriali e anche come esposizioni a fattori rischi macro (es. andamento prezzo commodities).


Vedevo che AQR alloca 23.3% risk a equity global developed e 6.7% a EM (a naso direi tanto), risultanti in allocazioni nominali di 32% (del NAV – a leva 2.38) e 8%, rispettivamente. Quindi sembrerebbe che considera i due avere rischio simile!
Perchè dici rischio simile? Se da 23.3 passa a 32 vuol dire un ratio di 1.37, mentre se da 6.7 passa a 8 vuol dire un ratio di 1.19. Quindi mi sembra che il rischio considerato per EM sia superiore.

Immagino che per fai da te invece degli etf ti riferisca alla miscela di etf, io non andrei mai sulle single azioni.
No, mi riferivo proprio alle singole azioni. Perchè non lo faresti mai?
Usarle come sostituto degli etf in una strategia dinamica con alto turnover non ha senso, per via dei costi di transazione. Però in una strategia statica (una risk parity basata su volatilità di lungo periodo) secondo me ci sta bene e i benefici in termini di incremento del rendimento atteso netto costi valgono la maggiore complessità e il tempo speso. Devo ancora definire con precisione le strategie che inserirò in portafoglio, ma credo che tra queste ci saranno una risk parity passiva e una strategia dinamica factior-based simile a quella dell'altro thread. Nella mia idea queste due strategie possono condividere un unico pool di single stocks area USA, Europa e Giappone, con gli etf "a tappo" per dare maggiore flessibilità e aumentare la diversificazione (anche se gli studi dimostrano che già un portafoglio con 30-40 azioni elimina buona parte del rischio non sistematico).

io penso che allochero’ 1/3 dell’esposizione equity al World Multifactor Euro hedged, resto a Min Vol e indici tradizionali. Mi manca un ETF EAFE per diluire il peso USA. Ce ne sono?
My 2 cents (asness e arnott si sono scannati su questo quindi figurati se posso venirne a capo io): un approccio low vol come quello di robeco che evita pesi negativi su value e momentum mi convince. Un approccio che non ne tiene conto rischia in questo momento di esporti negativamente su value. Inoltre in questo caso non mi piace molto l'ottimizzazione basata sulle correlazioni.
Un ETF EAFE, per assurdo che possa essere, mi pare non esista in versione ucits. L'alternativa è prendere Europe e Japan (o ancora meglio Pacific Developed).


Sono d’accordo che nell’equity e’meno importante ma per me rimane cmq preferibile. Nel caso degli EM markets penso che neanche esista un ETF hedged, la copertura valutaria costa troppo. Al momento non ho esposizione a EM se non in piccola parte attraverso l’ETF MSCI ACWI (che include EM a differenza di MSCI World). Qualora dovessi inserirli (e potrebbe avere senso se guardi le previsioni di rendimenti di Research Affiliates e altri) penso che opterei per il future MSCI World EM quotato a NY in modo da avere copertura valutaria (rispetto al dollaro) per definizione. E’ anche liquidissimo.
In che senso copertura valutaria rispetto al dollaro? Direi che resteresti esposto al cambio valute emergenti vs dollaro mentre sterilizzeresti quello EUR vs USD giusto?

Ti allego factsheet di un fondo AQR che potrebbe interessare a tuo fratello: e’ una miscela di Risk Parity, Managed Future e Factors. Per i miei gusti e’ troppo poco levereggiato sulla RP, leva 1.1x. Avrei preferito 180% risk parity, 10-15% Managed Futures e 10-15% Factors.
Interessante, anche se sui managed futures il fondo AQR non mi convince molto. Otto anni di storico non sono un'enormità per trarre conclusioni, però come performance rispetto a un Winton o anche un semplice SEB si posiziona parecchio sotto.

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Re: Varie ed eventuali

Post by Admin on Thu Feb 22, 2018 4:28 pm

Ciao, ti ho risposto nella discussione Risk Parity se non ti spiace, penso ci siano concetti rilevanti a quella discussione.

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Re: Varie ed eventuali

Post by Admin on Mon Feb 26, 2018 5:34 pm

younggotti wrote:
Avevo sentito di GAM ma non pensavo costasse così poco. Ma della parte middle e back office (settlement e quant'altro) si occupano loro?
Per il trading come funziona? Basta un terminale bloomberg per trasmettere ordini ai broker o è necessario altro? Il bello è che per un anno mi sono pure occupato direttamente di negoziazione per una società di asset management, ma non ho molto idea di cosa si scateni dopo la transazione telefonica/bloomberg o di cosa sia necessario per implementare il processo Embarassed
Per la distribuzione come funziona? Ti puoi agganciare ai collocatori con cui GAM ha già accordi di distribuzione o devi arrangiarti da solo?
Invece Sturgeon Ventures quanto chiede?

Facendo due conti, con 30 mln di masse, immaginando una fee istituzionale dello 0.75% sono 225k di ricavi, che diventano 140k al netto della quota GAM. Tolta anche la fee di Stugeon, i 20k di bloomberg, l'affitto di un ufficio (serve?) e le spese generali forse l'obiettivo del breakeven è un po' tirato.

A domanda precisa mi hanno risposto che l'unica cosa non inclusa e' l audit (10k) oltre ovviamente ai costi di trading da concordare con prime broker a tua scelta (sconsigliano IB poiché non e' single A o piu'). Di questi tempi gli ordini al prime broker si muovono sulle chat di Bloomberg, volendo si può anche telefonare. Fatto il trade il prime broker se lo smazza con back office di GAM (usano State Street come custodian se ricordo bene). Distribuzione: il bello di GAM e' proprio questo, ti agganci a loro, quindi il fondo in teoria diventa disponibile su Fineco, IW bank etc. Hanno accordi in 36 paesi.
Aggiungere un nuovo paese costa 1-2k euro (adeguamento prospetto). Per fare da appointed representative dovrebbero chiedere 5-10bps, ti saprò dire di piu'. Ufficio non serve, ti affitti sala riunioni quando serve, o te la fai prestare da GAM.... Spese generali se vuoi le tieni a zero o quasi senza ufficio. Chiaramente se si e' un team un ufficio torna utile. Gli istituzionali li puoi dimenticare i primi anni. Secondo me devi caricare (di management fee, con spese GAM e distribuzione on top) 0.7% al retail e 0.4-5% per qualified investors che magari mettono 100k/1M o piu'.
Con 30m sei in utile e ci puoi vivere ma ipotizzando team di una persona.

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Re: Varie ed eventuali

Post by Admin on Mon Feb 26, 2018 10:18 pm

Parlato con Sturgeon, caricano 3k GBP fissi al mese, quindi su 30M di GBP sono 12 bps che pero' vanno a scomparire quando cresci.

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Re: Varie ed eventuali

Post by younggotti on Tue Feb 27, 2018 8:54 am

Admin wrote:
A domanda precisa mi hanno risposto che l'unica cosa non inclusa e' l audit (10k) oltre ovviamente ai costi di trading da concordare con prime broker a tua scelta (sconsigliano IB poiché non e' single A o piu'). Di questi tempi gli ordini al prime broker si muovono sulle chat di Bloomberg, volendo si può anche telefonare. Fatto il trade il prime broker se lo smazza con back office di GAM (usano State Street come custodian se ricordo bene). Distribuzione: il bello di GAM e' proprio questo, ti agganci a loro, quindi il fondo in teoria diventa disponibile su Fineco, IW bank etc. Hanno accordi in 36 paesi.
Aggiungere un nuovo paese costa 1-2k euro (adeguamento prospetto). Per fare da appointed representative dovrebbero chiedere 5-10bps, ti saprò dire di piu'. Ufficio non serve, ti affitti sala riunioni quando serve, o te la fai prestare da GAM.... Spese generali se vuoi le tieni a zero o quasi senza ufficio. Chiaramente se si e' un team un ufficio torna utile. Gli istituzionali li puoi dimenticare i primi anni. Secondo me devi caricare (di management fee, con spese GAM e distribuzione on top) 0.7% al retail e 0.4-5% per qualified investors che magari mettono 100k/1M o piu'.
Con 30m sei in utile e ci puoi vivere ma ipotizzando team di una persona.

Parlavo di istituzionali perchè, se uno ha i contatti giusti, credo sia l'unico canale accessibile a un fondo neocostituito senza track record. Il retail "fai da te" guarda solo le stellette, e anche le reti di promotori o bancarie non si mettono a rischiare su un fondo senza track record e con gestore sconosciuto. Se non si hanno particolari contatti, credo che l'unica strada percorribile sia quella di creare il fondo mettendoci dentro soldi propri, parenti e amici, crearsi un track record di almeno 3 anni (sperando di avere fortuna col timing) e poi vendere il track record. Però, a meno di non avere conoscenze molto facoltose, 30 mln mi sembrano tanti da raggiungere inizialmente e masse troppo ridotte rischiano di influire negativamente sulle performance per via dei costi fissi. Sbaglio qualcosa?

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Re: Varie ed eventuali

Post by Admin on Tue Feb 27, 2018 1:41 pm

Io penso che e' dura con gli istituzionali senza track record, molti come policy non investono in fondi con meno di 3 anni di track record. Pero' ci sono istituzionali e istituzionali... Poi dipende dall'ammontare che chiedi. Anche un managed account con IB e' track record..
Quando parlo di retail mi riferisco a HNW, un po' di family office, da fare tramite canali giusti (e sono in contatto con uno). Cmq fondamentali le conoscenze.
Con i miei parenti e i miei amici a 30 non ci arrivo Sad pero' con un mix di cui sopra ci si arriva.
A quel punto si puo' ignorare il costo della distribuzione (trail income da pagare a Fineco, IW etc). Vai diretto. Secondo me devi offrire un prodotto con TER sotto 1% e sei competitivo, senza commissioni performance.
Una classe mainstream da 0.7% e un altra per ticket piu' grossi da 0.4-0.5%. Fai un blend di 0.6%. I costi di GAM sono tutti costi del fondo. Quindi a te vanno 0.6% x 30m =180k, paghi Sturgeon (che invece e' un costo tuo) con 36k, Bloomberg con 24k e l'assicurazione 7k. Un 100k o giù di li pre-tasse dovrebbe rimanere. Poi si cresce da li. E' una cosa che puo' stare in piedi dal primo giorno, non c'e' da rimetterci. Con un po' di fortuna e conoscenze qualche SGR italiana che non offre una strategia RP (cioe' tutte) magari ti da un mandato di subadvisory per un fondo a brand loro. In Italia comanda la distribuzione, se la rete apre i rubinetti i soldi da gestire arrivano a palate.


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Re: Varie ed eventuali

Post by younggotti on Tue Feb 27, 2018 3:09 pm

Admin wrote:
A quel punto si puo' ignorare il costo della distribuzione (trail income da pagare a Fineco, IW etc). Vai diretto. Secondo me devi offrire un prodotto con TER sotto 1% e sei competitivo, senza commissioni performance.
Mi pare di capire che parli di HNW UK. Perchè in Italia mi risulta che, a parte forse il segmento degli ultraricchi, le reti private i rebates se li incassano più che volentieri. E in quel caso è impossibile stare sotto l'1% di TER.

Admin wrote:
Una classe mainstream da 0.7% e un altra per ticket piu' grossi da 0.4-0.5%. Fai un blend di 0.6%. I costi di GAM sono tutti costi del fondo. Quindi a te vanno 0.6% x 30m =180k, paghi Sturgeon (che invece e' un costo tuo) con 36k, Bloomberg con 24k e l'assicurazione 7k. Un 100k o giù di li pre-tasse dovrebbe rimanere. Poi si cresce da li. E' una cosa che puo' stare in piedi dal primo giorno, non c'e' da rimetterci.

Alla fine anche andarci in pari per un paio di anni può essere accettabile (a patto ovviamente di avere da parte un gruzzoletto di riserva!): alla fine è un investimento.

Admin wrote:
Con un po' di fortuna e conoscenze qualche SGR italiana che non offre una strategia RP (cioe' tutte) magari ti da un mandato di subadvisory per un fondo a brand loro. In Italia comanda la distribuzione, se la rete apre i rubinetti i soldi da gestire arrivano a palate.
Il problema dell'Italia è che, comandando le reti, alla fine il fattore fondamentale di scelta (non dichiarato ma evidente) è la percentuale di retrocessione al collocatore. Alla fine le reti prendono i prodotti con un track record a 3-5 anni interessante, e fra questi selezionano quelli più "interessanti" per loro... Quindi se vuoi collocare in Italia (ma direi in tutta l'Europa ex UK) devi accettare questo compromesso

Faccio l'avvocato del diavolo: su un prodotto "pane e salame" come la risk parity pura, perchè una sgr dovrebbe pagare te come subadvisor e non farlo gestire (banalizzo un po') a uno stagista armato di excel e yahoo finance? E' chiaro che ci sono delle sottigliezze implementative che possono fare la differenza, ma il problema diventa farle percepire alla controparte come qualcosa "di valore" che giustifica la tua fee.

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Re: Varie ed eventuali

Post by Admin on Tue Feb 27, 2018 3:49 pm

UK, Italia e Svizzera. Sono d'accordo che in alcuni casi i rebates devi pagarli, ma in quel caso li pagano tutti e se esci con TER a 1.4% o giu' di li sei in linea con gli altri. In sostanza devi tenere uno 0.6% di mgmt fee solo per te, ogni costo addizionale per forza lo devi caricare al cliente.

Il rapporto di subadvisory lo vedo come sussidiario al fondo principale. Se un'Azimut o Anima di turno ti paga anche 10-15bps per gestire un fondo e loro lo piazzano per 400-500m con la rete, e' tutto grasso che cola. Collocarlo e a quali fee diventa un problema loro. Quello che mi preme e' avere un prodotto proprio gestito direttamente che sia onesto (TER<1%), dove faresti investire la tua famiglia.

Secondo me la SGR ti paga i 10bps perche' la RP non sanno neanche cosa sia. Ho parlato col CIO di K**** e ne sapevo decisamente piu' io. Figuriamoci lo stagista.

Bah, forse sono troppo ottimista..

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Re: Varie ed eventuali

Post by younggotti on Mon Mar 19, 2018 2:25 pm

Ti ricordi che in passato avevamo parlato dei costi del DBLCI Commodity Optimum Yield?
Sto selezionando gli ETF da utilizzare e quindi ho approfondito l'argomento.

Il fondo ha un TER dello 0.55%. Ora sul sito di xtrackers riportano abbastanza chiaramente che c'è una ulteriore deduzione a livello di indice dello 0.80%. Ci sono infatti due indici:
- quello teorico, riportato sul sito di DBIQ
- quello "adjusted", che è l'indice che l'ETF mira a replicare, che sconta appunto una deduzione dello 0.80% per tenere conto dei costi di implementazione della strategia.

E in effetti confrontando le performance dell'indice raw con quella dell'etf viene fuori un gap proprio dell'1.35%.

Ho provato a guardare come si comportano le alternative, vale a dire l'ETF di Ishares (DE000A0H0728) e l'ETC di ETFS (GB00B15KY989), che replicano entrambi il BBG Commoditity Index.
Guardando al primo, sulla base degli stessi dati forniti da Ishares viene fuori una minore performance rispetto al benchmark di oltre 100bps annui. Al netto del TER, sono quasi 60bps aggiuntivi, probabilmente caricati dalla controparte dello swap come costo per la copertura. ETFs più o meno uguale.

Stranamente c'è un secondo ETF di Ishares che replica lo stesso indice (IE00BDFL4P12). Ha uno storico di neanche un anno e un TER più basso (0.19%) e in questo caso il costo totale (0.37%) sembra inferiore, anche se rispetto ai due precedenti l'andamento dell'underperformance non è lineare nel tempo.

Alla fine credo che convenga comunque il DB, visti i benefici della tecnica di roll. E' vero che da quando il fondo è live l'overperformance rispetto al Bloomberg Commodity Index (tralasciando le differenze di composizione) si sono ridotte, ma anche nel decennio live siamo sopra i 230bps in più. Che ne pensi?




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Re: Varie ed eventuali

Post by Admin on Mon Mar 19, 2018 5:16 pm

Si mi ricordo. Eravamo arrivati alla conclusione che quello 0.8% non e' un costo che si intasca DB ma semplicemente un fattore di aggiustamento per rendere il benchmark piu' "fair", giusto?

Due ETF alternativi: non potrebbe essere semplicemente il bid/ask spread delle commodities di cui il benchmark non soffre?

Io sono per il DB, proprio di recente ho aumentato esposizione a discapito del BBG Commodity future: il future ha circa 20 bps di bid/ask spread, x4 roll annui mi costa 80 bps (oltre al costo della leva) che e' piu' della commissione di gestione del DB (fa scopa con il fattore di aggiustamento del DB volendo). L'ultima volta che ho controllato da quando ho iniziato il vantaggio del roll ha pagato rispetto al benchmark plain vanilla (avevo confrontato vs BBG Comm EUR Hedged Index). Poi mi piace la copertura valutaria.

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Re: Varie ed eventuali

Post by younggotti on Tue Mar 20, 2018 7:15 am

Admin wrote:Si mi ricordo. Eravamo arrivati alla conclusione che quello 0.8% non e' un costo che si intasca DB ma semplicemente un fattore di aggiustamento per rendere il benchmark piu' "fair", giusto?
Sì. C'è da dire che non capisco perchè vada fatto per le commodities e non ad esempio per i bond EM o HY. Se un ETF riesce a replicare la performance di un indice EM o HY bonds (che tendenzialmente sono meno liquidi delle commodities), perchè deve avere un aiutino per replicare un indice di commodities? L'unica spiegazione che mi viene in mente è il più alto turnover legato al rollover dei futures, ma non so se spiega completamente la cosa.

Admin wrote:
Due ETF alternativi: non potrebbe essere semplicemente il bid/ask spread delle commodities di cui il benchmark non soffre?
Non credo. Prima di tutto gli ETF non comprano direttamente i futures ma si espongono tramite swap, quindi lo spread è un problema della banca che si hedga non del fondo (nei terms degli swap si fa riferimento a un indice, non puoi fare riferimento a un qualcosa che tenga conto dello spread, perchè è poco oggettivo). Inoltre il differenziale è lineare nel tempo (cresce della stessa quantità giorno per giorno), mentre se fosse legato allo spread dovrebbe crescere solo in occasione dei rollover. Secondo me è il compenso che si trattiene la controparte dello swap per coprire i costi di hedging (e quindi lo spread) e avere una remunerazione.

Admin wrote:
Io sono per il DB, proprio di recente ho aumentato esposizione a discapito del BBG Commodity future: il future ha circa 20 bps di bid/ask spread, x4 roll annui mi costa 80 bps (oltre al costo della leva) che e' piu' della commissione di gestione del DB (fa scopa con il fattore di aggiustamento del DB volendo). L'ultima volta che ho controllato da quando ho iniziato il vantaggio del roll ha pagato rispetto al benchmark plain vanilla (avevo confrontato vs BBG Comm EUR Hedged Index). Poi mi piace la copertura valutaria.

Sì, concordo.
Altra cosa: con IB che profilo commissionale hai scelto?
Leggevo in giro che il profilo tiered conviene solo per grandi ordini, ma in realtà dalle mie simulazioni vedo che (anche ipotizzando di togliere sempre liquidità dal book) conviene o per ordini molto grandi, o per ordini medio-piccoli, mentre non conviene per ordini medio-grandi (le soglie dipendono dal singolo mercato). Simulando la mia operatività sia in etf che azioni viene fuori che mi converrebbe il tiered (addirittura sulla parte ETF sarebbe sostanzialmente equivalente ai 5€ fissi di Directa, che pensavo fossero imbattibili).

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Re: Varie ed eventuali

Post by Admin on Tue Mar 20, 2018 7:26 am

younggotti wrote:

Secondo me è il compenso che si trattiene la controparte dello swap per coprire i costi di hedging (e quindi lo spread) e avere una remunerazione

Esatto, anche se l’esposizione è indiretta lo spread lo paghi

IB: ho tiered per azioni e fixed per futures

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