Dynamic Strategies

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Re: Dynamic Strategies

Post by younggotti on Fri Apr 13, 2018 12:19 pm

Admin wrote:
Un po' questi rendimenti mi sorprendono, nel senso che il CAPE e altri indicatori di rendimento atteso sono affidabili per stimare rendimenti di lungo periodo ma pessimi per il market timing di breve/medio. Questa una considerazione generale che si applica anche alle altre strategie.

Gli indicatori value (specie il CAPE per l'equity) hanno in effetti la fama di essere pessimi in ottica di breve-medio.
Si fa spesso l'esempio degli USA, che in base al CAPE sarebbero stati cari quasi ininterrottamente dalla metà degli anni 90 ad oggi. Quindi un investitore che decidesse di entrare e uscire dall'equity sulla base del CAPE si sarebbe perso la quasi totalità delle performance del periodo.

Secondo me questo ragionamento ha molti limiti e Faber in questo articolo li spiega bene:
http://mebfaber.com/2016/12/02/missed-780-gains-using-cape-ratio-thats-good-thing/

1. quel ragionamento considera come variabile per determinare se l'approccio ha senso o meno i rendimenti, tralasciando di considerare il rischio. E i dati mostrano che a valutazioni elevate corrispondono non solo rendimenti attesi inferiori, ma anche volatilità attesa superiore.
2. nessuna AC è da considerare in isolamento, ma come alternativa alle altre. Un investitore che a metà degli anni 90 sulla base del CAPE elevato avesse venduto l'equity USA (che all'epoca aveva un absolute score value di 0.25) avrebbe probabilmente comprato US treasuries (che avevano uno score di 0.70). Faber fa vedere che se avesse swichato tra US equity e 30y treasuries sulla base del CAPE, avrebbe sovraperformato l'equity di 100bps annui, per di più con max dd dimezzato.
3. cosa ancora più interessante, Faber fa vedere che se quell'investitore dopo avere venduto gli USA avesse switchato sui mercati equity più cheap sulla base del CAPE, avrebbe sovraperformato l'S&P500 sia in termini di rendimento che di sharpe.

Alla fine è quello che fa vedere AQR in "Value e momentum everywhere". Lo switching sulla base di indicatori value funziona non solo in ambito single stocks, ma anche tra indici equity, bonds, valute e commodities. Ed è ancora più potente se mixato con momentum, data la correlazione negativa.


AQR ragiona solo in termini di confronto all'interno delle macro AC (SP500 vs DAX, Treasury vs Bund, USD vs EUR, gold vs copper...) ma questi due paper testano la robustezza di value e momentum anche tra diverse asset class e giungono alle stesse conclusioni: lo switching basato su momentum funziona, quello basato su value anche e quello basato su entrambi ancora di più:
https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1079975
https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1726443

younggotti

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Re: Dynamic Strategies

Post by younggotti on Fri Apr 13, 2018 12:38 pm

Admin wrote:
Market breadth: mi sfugge la giustificazione teorica. Se un titolo ha uno score individuale pari a 1, perche' deve essere decurtato se gli altri sono in fase laterale o in discesa? MB alla fine non sara' quasi mai pari a 1, se ho capito bene e' un valore assoluto e non normalizzato (nel senso che il fattore di rettifica e' semplicemente "x MB" e non "x AbsMom/MB", giusto?).

Spiego meglio come funziona con un esempio. Se se una AC ha un peso da RP del 20%, ha uno score AbsMom di 0.75 e la MB è 0.5, allora l’allocazione dell'AC sarà 20% * .75 * .5 = 7.5%
Mi ero dimenticato di specificare che quando la market breadth è > 75% (cioè quando il beneficio di diversificazione è quasi totale), la porto al 100%. Alla fine quindi MB è in media del 70% ed è pari a 100% nel 35% dei mesi.

La giustificazione teorica dovrebbe essere che se, ad esempio, equity EM è long ma USA e Europe (e magari anche bonds e commodities) sono flat, allora sono meno convinto della validità di quel segnale e, prudenzialmente, decurto l'esposizione. Un'altra giustificazione è quella che, quando quasi tutte le AC sono flat, il portafoglio sarà investito in una o due AC (oltre al cash ovviamente) e quindi perderà i benefici della diversificazione. La quota non cash del portafoglio sarà quindi tendenzialmente poco efficiente e quindi prudenzialmente ne riduco il peso rispetto alla quota cash. Quando invece tutte le AC sono long, il portafoglio può sfruttare appieno la diversificazione e quindi investo al 100% nel portafoglio, azzerando la quota cash.

Comunque non sembra apportare particolare benefici (anzi), quindi si potrebbe anche togliere.


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Re: Dynamic Strategies

Post by younggotti on Fri Apr 13, 2018 2:08 pm

Admin wrote:
Non sarebbe meglio analizzare la robustezza della strategia senza mischiare cose diverse (factors con momentum)? Hai provato ad analizzare separatamente il contributo al rendimento complessivo delle due gambe?
Il portafoglio di titoli e' solo long? Che succede se lo rendi market neutral shortando indice corrispondente per pari ammontare? Su questo ti volevo scrivere dei pensieri sparsi, lo faccio nella discussione sui fattori.

Una strategia senza l'overlay momentum avrebbe una volatilità troppo alta e quindi (anche immaginando che l'efficienza resti la stessa) avrebbe un'allocazione nominale nel portafoglio troppo ridotta (cosa che la renderebbe non attuabile perchè ci vuole un importo minimo per potere investire in un numero di azioni sufficiente).

Nel frattempo ho modificato leggermente il backtest. Ho provato a rendere più realistica la parte stocks, ho eliminato la necessità di detenere cash per margini (ho verificato che con una leva così ridotta IB di fatto non blocca margini sul conto grazie al portfolio margin) e ho modificato il range dell'overlay da [-100%;100%] a [-100%;50%] per rendere meno aggressiva la strategia.

Provando a scindere le due gambe viene fuori:
Titoli long only: return 17.5%; sortino 1.17
overlay con overlay dinamico: return 0.7%; sortino -0.87
Strategia con overlay dinamico: return 19.2%; sortino 1.63
Titoli con hedging costante: return 9.7%; sortino 0.74

Quindi l'overlay dinamico (che sconta l'1.5% di fee sui CFD) avrebbe contribuito in maniera marginale al rendimento complessivo, ma avrebbe ridotto significativamente il rischio. L'hedging costante (anche qui con CFD) è molto inferiore come efficienza.


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Re: Dynamic Strategies

Post by younggotti on Fri Apr 13, 2018 2:25 pm

Admin wrote:
younggotti wrote:
MANAGED FUTURES

Facendo questo backtest ho realizzato che alla fine per gestire un fondo managed futures "medio" non servono chissà quali mezzi o modelli. Non è niente che non si possa fare con un file excel. Dal 1997 a oggi il mio managed futures pane e salame avrebbe avuto sostanzialmente lo stesso sharpe ratio del Credit Suisse Managed Futures Liquid Index.



Bisogna mantenere la fede in una strategia che avrebbe reso 0 dal 2008 ad oggi

Non ho capito se è una domanda o una affermazione Very Happy
Sicuramente è stata fortemente penalizzata dal ribasso dei tassi, però è indubbio che l'ultimo decennio è stato negativo, anche se il contributo dato nel 2008 in ottica di portafoglio è stato rilevante.

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Re: Dynamic Strategies

Post by younggotti on Fri Apr 13, 2018 2:36 pm

Admin wrote:E con questo ho finito!

Concordo con le conclusioni (combinare piu' strategie).
Hai usato il solver per individuare le asset allocation che massimizzano i vari parametri? Sono allocazioni nominali o di rischio?

Sì, col solver. Sono allocazioni nominali.

Admin wrote:
In sostanza Risk Parity (semplice e enhanced) + Factors mkt neutral + Managed Futures e' l'allocazione che ho sempre avuto in mente per il mio portafoglio. Metterei in RP almeno il 60% del buget risk pero'. Diciamo 60/20/20 o 70/15/15
Mi sembra sensato.


Admin wrote:
Complimenti per il lavorone, non so quanti giorni ti sia costato. Al di la' del numero di trades mensili, io penso che l'onere sia piu' nei calcoli che le varie strategie richiedono. Alla fine il nemico piu' grande dell'investitore e' la mancanza di costanza nell'applicare la strategia scelta, per questo io preferisco quelle piu' semplici e la RP ha questo grande vantaggio.

Alla fine tutte le strategie lavorano sugli stessi dati. Il calcolo degli indicatori "tecnici" (rischio, momentum, trend) è completamente automatizzabile e si tratta solo di importare le serie storiche (automatizzabile anche questo). La parte value richiede di ricavare e inserire dati ad hoc ma alla fine, anche sfruttando le stime di research affiliates, in un paio d'ore al mese si fa tutto.
La parte factors, se fatta "fai da te" richiede un po' più di tempo, non tanto per la costruzione dell'algoritmo di scoring dei titoli che è anche quello automatizzabile, quanto nel fare un minimo di check sulla correttezza dei dati e degli indicatori dei titoli da investire (anche i database migliori hanno diversi errori). Però diciamo che alla fine, immaginando un turnover mensile del 10% dei titoli, si tratta di verificare che gli indicatori siano corretti per 4 titoli al mese. Anche qui con un paio di ore al mese si fa tutto.

Pensavo anche di distanziare il ribilanciamento della parte RP + dynamic strategies da quello di Screeener (ad es. ribilanciare RP+dyn strategies la seconda settimana del mese e Screener la quarta settimana) , sia per evitare di concentrare le elaborazioni in un solo giorno, sia per ridurre l'effetto "timing luck", che sulle strategie dinamiche può essere rilevante.

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